Abruzzo
Ultime notizie Abruzzo
HOME POLITICA INTERNI-ESTERI ECONOMIA SPORT SPETTACOLI GOSSIP VIAGGI HI TECH SHOPPING MULTIMEDIA SONDAGGI LAVORO FINANZA
Roma Latina Frosinone Lazio Nord Abruzzo Molise ABBONAMENTI MAGAZINE CASE ZOOM
  • stampa
  • dizionario

    Trova significati nei dizionari Zanichelli

    In questa pagina è attivo il servizio ZanTip:

    Facendo doppio click su una qualsiasi parola presente nell'articolo, sarà visualizzata la definizione della parola, così come è stata pubblicata all'interno del Vocabolario della Lingua Italiana Zingarelli 2010.

    Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

29/07/2010, 05:30

Notizie - Abruzzo

Sull'ex centrale del latte occorre fare chiarezza, anche con indagini interne

Far finta che non è successo nulla, che tutto era già scritto e che era impossibile evitarlo, sarebbe forse ancora peggio di quel che è accaduto

. La cancellazione dal panorama urbano dell'ex centrale del latte non è un'immagine che non c'è più e riguarda pochi: è uno sfregio alla storia e alla memoria, quindi ci riguarda tutti. Quel vuoto che sarà riempito da modernissimi uffici è un monumento immateriale alla stupidità, all'ignoranza e all'ignavia di chi poteva fare e non ha fatto, o ha fatto fare quello che era meglio non si facesse. L'assessore Marcello Antonelli, cui non difettano né buonsenso né realismo, non può però far assorbire tutta la vicenda dalla battuta, per quanto amara, della «svista collettiva». Chi ha "svisto"? E perché? Ci sono domande alle quali chi amministra la Cosa pubblica ha l'obbligo morale di fornire una risposta. Se fossimo in un Paese normale sarebbe partita un'indagine interna. Una bella indagine a ritroso nel tempo (naturalmente limitata al periodo di prescrizione) nella quale è certo che ci sono uffici, timbri e firme: atti documentali e responsabilità che ci raccontano come e perché l'ex centrale del latte razionalista disegnata da Florestano Di Fausto diventerà un moderno cubo di cemento e vetro. Un contributo di chiarezza e di trasparenza per conoscere quali politici hanno chiuso gli occhi, quali li hanno aperti, quali tecnici - stipendiati ogni 27 del mese per questo - non si sono accorti di nulla o perché nonostante la laurea e il titolo sul biglietto da visita non avevano mai sentito parlare di Florestano Di Fausto. E cosa ha fatto la Sovrintendenza, per un periodo sin troppo lungo, per avvalersi e far valere quella sorta di "protezione" che cade sugli edifici ultracinquantenari? Altro che demolizione, ci vorrebbe il benestare per qualsiasi intervento di modifica. Per l'ex centrale, niente di tutto questo. In extremis i consiglieri Acerbo (Rifondazione) e Di Biase (Udc), in un consiglio finalmente unanime, hanno chiesto l'intervento del ministro Bondi per salvare, se non la faccia, almeno la facciata. Niente altro dalla grande marmellata della politica e del mattone. È cieca, sorda e muta. Chi li ha visti i "papaveri"? Chi li ha sentiti? Loro, sempre pronti a sfruttare un microfono o un taccuino per friggere l'aria o farcirla di banalità, stavolta si sono tenuti lontani dalla polvere dell'abbattimento. In un recentissimo passato i megafoni del potere in salsa demagogica hanno sbandierato fantomatici «mecenati», «benefattori», «amanti della città». E tanti l'hanno bevuta, come un bicchiere d'acqua. Anzi, di latte.

Vai alla homepage

29/07/2010










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro