All'indomani della notizia di un buco di 101 milioni di euro da sanare in pochi giorni per evitare che venga bocciato il Piano di riordino sanitario, l'intero comparto, supportato da sigle sindacali e amministratori, alza la voce per evitare l'amputazione di ospedali, personale e costi, rimedi per una cancrena dirompente. Ma quella di oggi sarà sicuramente la giornata più calda visto che tra i lavori dell'assemblea regionale vi è anche il piano operativo della sanità . E così la Cgil dà appuntamento alle ore 16 di oggi per un presidio all'Aquila proprio davanti al Palazzo dell'Emiciclo; quaranta pulman, carichi di sindaci e amministratori del Vastese, partiranno oggi alla volta del capoluogo di Regione. Con questi anche esponenti lancianesi della Sinistra, Verdi, Rifondazione, Psi e Sel esprimeranno il proprio dissenso davanti la sede della Regione all'Aquila. Nel frattempo il comitato ristretto dei sindaci, aperto ai rappresentanti della Asl di Chieti-Vasto e Lanciano, ha bocciato senza mezzi termini il piano di riassetto che penalizzerebbe più di altri questo territorio. «Abbiamo deliberato - ha spiegato il presidente del Comitato Luciano Lapenna - di rappresentare ai vertici regionali, durante la seduta del Consiglio regionale straordinario di oggi, le preoccupazioni dei sindaci e dell'intero comparto». Sale la protesta anche nella Marsica. Dopo che il sindaco di Tagliacozzo, Dino Rossi, alcuni assessori e consiglieri si erano incatenati sotto la sede del Municipio, dopo che nei gazebi iniziava la raccolta firme per una petizione popolare da inoltrare a Chiodi, anche la Marsica è ormai in totale fermento. Nei giorni scorsi aveva alzato la voce anche Roberto Campo, segretario della Uil, che aveva contestato «la proposta di impegnare i fondi Fas per colmare il buco di 101 milioni di euro». E chiaramente l'opposizione non è stata a guardare. Se l'Italia dei valori aveva chiesto «la revoca del governatore da commissario ad acta della sanità », il segretario regionale del Pd, Silvio Paolucci aveva stigmatizzato il piano come «una convenienza solo dei privati». Critiche sono piovute anche dall'ex assessore Giovanni D'Amico e da Antonio Menna dell'Udc.
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28/07/2010