Strano destino, quello dell'ospedale di Gissi: additato per anni come il simbolo dello spreco solo perché l'aveva voluto l'ex ministro Remo Gaspari (tanto che qualcuno si divertì a calcolare la statistica dei posti letto rapportati al numero di abitanti del piccolo paese), ora assurge a ruolo di presidio fondamentale per l'intero territorio fino a rivendicarne con forza la sopravvivenza. Davanti all'ospedale, alle 10, si sono ritrovati il sindaco, Nicola Marisi, e molti suoi colleghi del comprensorio del Chietino. Inequivocabili, secondo i manifestanti, le intenzioni della Regione che saranno formalizzate a fine mese nell'ambito del piano di riordino della sanità : l'ospedale di Gissi diventa una sorta di poliambulatorio e chiude persino il reparto di geriatria, da vent'anni caposaldo del territorio alle prese con una popolazione che invecchia. Secondo i consiglieri regionali Prospero e Tagliente il presidente della Regione, Gianni Chiodi, si recherà nei prossimi giorni nel Vastese per dare chiarimenti. «C'è poco da spiegare - ha chiosato il dottor Orazio D'Alessio, primario di geriatria - visto che il piano prevede la geriatria solo a Lanciano e Atessa. Nel Vastese niente, uno schiaffo per almeno 80 mila residenti». La manifestazione si è conclusa con un documento sottoscritto dai sindaci, dai consiglieri provinciali e regionali presenti, che condanna «un metodo che ha spogliato gli stessi sindaci di ogni potere. Esprimiamo - vi si legge - profonda disapprovazione per la presa in giro perpetrata nei confronti della popolazione e delle amministrazioni del nostro territorio». Col documento si invita anche la Regione a bloccare la proposta di riordino presentata al Governo nazionale e ad aprire un tavolo per predisporre un piano di riordino rispettoso delle esigenze dell'intera popolazione abruzzese, in particolare della popolazione del medio ed alto Vastese «senza discriminazioni e parzialità tra cittadini e cittadini e tra zona e zona della regione». Alla manifestazione ha partecipato anche il sindaco di Cupello, Angelo Pollutri, che con la sua presenza ha voluto rimarcare, oltre ai motivi alla base della protesta, anche «lo stato di completo abbandono al quale sono sottoposti, loro malgrado, i pazienti e i lavoratori del gruppo SanStefar. Approfitto delle luci della ribalta che questa iniziativa di protesta dei sindaci produrrà , per ridare protagonismo a quelle silenti voci di dignità lavorativa rappresentate dalle maestranze specializzate e qualificate del gruppo SanStefar che sono senza stipendio da 15 mesi. Faccio presente che nella provincia di Chieti è già in atto la mobilità di pazienti serviti da prestazioni riabilitative sottoposti a stress organizzativo pazienti con patologie delicate e i loro familiari. L'assurdo è che i dipendenti del SanStefar, pur essendo da 15 mesi senza stipendio, quotidianamente si recano sul proprio posto di lavoro garantendo assistenza riabilitativa e psicologica a pazienti e familiari. Domani anche tutti i sindaci del Sangro Aventino, in rappresentanza di oltre trentamila residenti, saranno presenti all'Aquila dove si terrà la seduta straordinaria con all'ordine del giorno il programma operativo 2010 per la sanità . I sindaci, comunque, non saranno soli perché in tutto il comprensorio Sangro Aventino, e non solo, i cittadini si stanno organizzando per essere presenti in massa. Giovedì 29, invece, la situazione del presidio ospedaliero "Consalvi" alla luce del Piano di riordino e di quanto emergerà all'Aquila, approderà nell'aula del Consiglio Comunale di Casoli. A.Bag.
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27/07/2010