La mareggiata di sabato scorso, la terza furibonda dall'inizio dell'estate, ha messo a nudo i problemi di una parte del litorale abbandonata a se stessa, dove i pennelli anti-erosione non hanno frenato affatto la forza d'urto del mare e dove il ripascimento non è stato effettuato. Ieri i balneatori erano disperati: sono stati costretti a togliere tutti gli ombrelloni e le palme e hanno dovuto "rifare", come si dice in gergo, la spiaggia, smontando pezzo su pezzo tutto l'armamentario. Furiosi i titolari degli stabilimenti colpiti, il più arrabbiato è Paolo Pacchio de Il Corallo: «Ci vorrà tempo per rimettere l'arenile in ordine, semmai ci riusciremo, - visto che siamo al culmine della stagione. Intanto perderemo un'altra fila di ombrelloni e poi dovremo risarcire i clienti che hanno pagato per l'intera estate. I pennelli sistemati a maggio 2009 non potevano bastare, ne servivano altri per comopletare l'intervento, senza contare il ripascimento più volte promesso e mai attuato, che almeno avrebbe limitato i danni. Stando ai fatti, sembra all'Amministrazione interessa solo la riviera nord, noi di Pescara sud siamo stanchi di essere trattati da imprenditori di serie B». A.F.
Vai alla homepage
27/07/2010