Esperti faunistici, Wwf, botanici, geologi e archeologi sono concordi nell'affermare che l'Acquabella è un patrimonio ambientale e marino da tutelare a fini turistici, come esempio rappresentativo di natura lungo la Costa Teatina. All'argomento è stata dedicata una giornata di studio e di ricerca con interessanti contributi. Il naturalista Massimo Pellegrini ha esaminato la vegetazione che principalmente è rappresentata da una pineta di impianto recente e da lembi di bosco con piante termofile anche di grandi dimensioni come il Leccio l' Alloro ed entità più mesofile come l'Olmo. Il geologo Silvano Agostini ha evidenziato l'importanza di questo tratto di costa alta, bordata verso il mare da una falesia. Lungo tutta la Costa dei Trabocchi sono frequenti segnalazioni di materiale litico scheggiato prevalentemente in selce, attribuito ad epoca neolitica, poi resti di una strada lastricata attribuita ad epoca romana e sul versante della valle scavata dal fiume Moro si possono osservare i resti delle mura perimetrali della chiesa di San Marco attribuita all'età paleocristiana, mentre proprio alla foce del fiume è stato di recente rinvenuto un torrione di avvistamento, già segnato da Vittorio Faglia nel 1977, appartenente al sistema di torri costiere per la difesa dai Saraceni.
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26/07/2010