È un disastro!». L'hanno detto i sindaci del Vastese, ritrovatisi ieri mattina, assieme a consiglieri e assessori comunali, provinciali e regionali, dinanzi all'ospedale di Vasto per contestare gli ultimi indirizzi in materia sanitaria «con un territorio vastese sempre più penalizzato e marginalizzato, al contrario di altre zone dell'Abruzzo». «Sia chiaro - ha precisato il sindaco di Vasto, Luciano Lapenna -, non siamo contro il riordino della sanità , ma qui ci troviamo dinanzi ad un piano deciso nelle segrete stanze, senza ascoltare i sindaci, un piano calato dall'alto e per il quale è mancato anche un minimo di confronto». «Il taglio selvaggio di posti letto, non supportato da altri servizi - ha aggiunto Nicola Marisi, sindaco di Gissi, il cui nosocomio è destinato alla chiusura -, porterà il nostro territorio ad avere 1,8 posti letto per mille abitanti, contro i 2,9 posti letto precedenti e i 3,5 a livello nazionale. Voglio restituire il certificato elettorale al Prefetto di Chieti». Il consigliere regionale Antonio Menna (Udc) ha parlato di «una sanità abruzzese ormai "teramanizzata"». Domani mattina, alle 10, la protesta degli amministratori si sposterà dinanzi all'ospedale di Gissi. Martedì sarà la volta dell'Aquila, dove si riunisce il Consiglio regionale.
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25/07/2010