«Il piano di riassetto del sistema ospedaliero abruzzese non è condivisibile dall'Udc che, pertanto, lo rigetta senza appello poiché è stato imposto dalla politica di tagli della spesa pubblica promossa dal Governo nazionale e la Giunta regionale lo ha recepito ignorando l'esigenza di un confronto democratico tra le forze politiche presenti in Consiglio regionale e senza tenere conto delle istanze del territorio». Così Antonio Menna, capogruppo Udc al Consiglio regionale d'Abruzzo sul progetto che prefigura il "riordino" della sanità nella nostra regione. «Di fatto, così come configurato - aggiunge Menna, - il piano ci riporta indietro di cinquant'anni, con servizi inadeguati e carenti e vaste aree, soprattutto interne e montane, letteralmente depauperate del fondamentale diritto alla salute. Il piano non assicura alle popolazioni delle zone interne e montane e alle categoria meno abbienti neanche i Livelli Essenziali di Assistenza (Lea). Perciò l'Udc farà sentire la sua voce affinché sia rielaborato tenendo presenti le esigenze delle fasce sociali più deboli (anziani, malati cronici e persone bisognevoli di assistenza continua) e quelle delle nuove povertà (pensionati, disoccupati, famiglie numerose, persone sole, ecc.). Prendiamo atto che la Giunta regionale ha rinunciato al vero risanamento della sanità da attuare con un programma che consenta l'abolizione degli sprechi».
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25/07/2010