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22/07/2010, 05:30

Notizie - Abruzzo

Antonello Masciantonio CASOLI Si è vestito a lutto, ha indossato la fascia tricolore con nastrino nero e si è incatenato all'ingresso dell'ospedale "G.

Consalvi".

Così il sindaco Sergio De Luca ha voluto rendere evidente la sua protesta contro il piano di riordino della sanità abruzzese, che di fatto chiude il nosocomio. A nulla, dunque, sono valse le richieste avanzate agli organi regionali e ai vertici della Asl sulla necessità di aprire una discussione allargata e democratica sull'argomento, prevedendo la possibilità di garantire servizi sanitari efficienti e certi anche alle popolazioni delle aree interne della provincia di Chieti. Presso la sede del Municipio di Casoli e di molti altri Comuni del Sangro Aventino che fanno riferimento al "Consalvi" sono state esposte in segno di lutto le bandiere a mezz'asta. «La mia iniziativa - ha detto, amareggiato, il sindaco De Luca - è per testimoniare e ricordare alle future generazioni che il 21 luglio 2010 è stata decretata la chiusura del nostro ospedale, generando una grande ingiustizia nei confronti della popolazione locale e soprattutto dei territori del Sangro Aventino che, come sancisce l'articolo 32 della Costituzione, hanno gli stessi diritti alla salute di tutti i cittadini italiani, ma che evidentemente per Chiodi, Venturoni, Zavattaro e Baraldi sono irrilevanti. È assurda poi la decisione di togliere al territorio montano, costituito in massima parte di anziani, i reparti di lungodegenza e riabilitazione per trasferirli ad Atessa». Il piano di riordino prevede la riconversione dell'ospedale di Casoli in presidio territoriale di assistenza con la chiusura di tutti i reparti di degenza, lasciando il Laboratorio analisi come punto prelievi, la Radiologia ridotta all'ordinario, l'assistenza medica per dodici ore, il Cup, oltre alle attività ambulatoriali e ai servizi già attivi presso il distretto sanitario. Nel primo pomeriggio la protesta di De Luca e di alcuni sindaci del comprensorio è continuata davanti al "Renzetti" di Lanciano per i tagli previsti per quest'ultimo nosocomio che avranno riflessi negativi anche per le zone interne.

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22/07/2010










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