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20/07/2010, 05:30

Notizie - Abruzzo

Francesco Flamminio LANCIANO Avevano organizzato un sistema tanto semplice quanto efficace per offrire auto in vendita a prezzi stracciati e ottenere illeciti gudagni grazie alla complicità di alcuni autodemolitori della provincia di Foggia e di diverse

Un traffico stroncato dalla polizia stradale di Lanciano - coordinata dal comandante provinciale Fabio Santone e dal comandante di sezione Carmelino Marchegiani - che, dopo un anno di indagini, ieri ha arrestato sei persone, tutte accusate di associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato, alla truffa nei confronti delle case automobilistiche e al falso.

In manette sono finiti Angelo Domenico Ucci, 44 anni di Rocca San Giovanni, titolare della concessionaria Anxauto, i suoi dipendenti Marco Di Cino, 32 anni di Torricella Peligna, Francesca Villani, 25 anni di Roccascalegna, Mirko Croce, 36 anni di Lanciano, Cesare D'Alessandro, 36 anni di Lanciano e la ex dipendente Mary Ellen Marano, 26 anni di Lanciano. Le ordinanze di custodia cautelare sono state firmate dal gip del tribunale frentano Francesca Del Villano Aceto e tutti si trovano ai domiciliari. Il presunto raggiro era finalizzato alla riduzione del prezzo delle auto vendute alla ignara clientela, che veniva decurtato grazie agli incentivi statali sulla rottamazione non dovuti e addirittura usufruendo di sconti riservati a dipendenti Fiat. Secondo l'accusa la Anxauto intestava fittiziamente agli acquirenti auto in demolizione a Foggia, incassando l'incentivo dello Stato e delle case automobilistiche. Se poi si trattava di una macchina della Fiat, provvedeva anche a falsificare la documentazione facendo risultare che il compratore era parente di un dipendente della Sevel di Atessa. In questo modo riusciva a praticare sconti anche di 5-6mila euro sul prezzo finale della vettura. L'inchiesta del sostituto procuratore della Repubblica di Lanciano Rosaria Vecchi, in cui sono indagate a piede libero altre 16 persone accusate degli stessi reati, avrebbe stabilito una truffa di 600mila euro ai danni della Fiat, di 85mila euro ai danni dello Stato e di altri 85mila euro alle altre case automobilistiche. A far partire le indagini una circostanza piuttosto singolare: in un anno di crisi come il 2009 la Anxauto aveva aperto nuove sedi a Chieti, Termoli e Foggia, mentre nello stesso anno in città numerosi rivenditori avevano chiuso i battenti.

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20/07/2010










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