Antonio Fragassi Mascia ce l'ha fatta a ricucire lo strappo al primo round, ma ha dovuto pagare un prezzo consistente. L'Udc ha chiesto e ottenuto un assessorato, che avrà ufficialmente a settembre, in più ha preteso la revisione profonda della variazione di bilancio che non aveva condiviso sin dal primo momento. Una vittoria su tutta la linea per i centristi, i quali in cambio hanno garantito al sindaco la tranquillità di governare nel futuro prossimo. Nel vertice di ieri in Municipio non si è discusso solo di poltrone, ma anche di questioni che riguardano più da vicino i cittadini: urbanistica, parcheggi, sociale, etc. Tutti problemi che hanno visto l'Amministrazione di centrodestra al palo nel primo anno di attività . Per questo motivo, l'Udc ha chiesto che, oltre al riequilibrio in Giunta, il sindaco prendesse impegni precisi sui temi più importanti «perché - ha commentato il capogruppo Vincenzo Dogali - Pescara non può più attendere: da troppo tempo siamo fermi e a chi ci ha dato il consenso elettorale un anno fa dobbiamo dare precise e credibili risposte». Mascia ha capito, alfine, che non era più il caso di irrigidirsi e che era arrivato il momento di fare un passo indietro. Del resto non è che il sindaco avesse molte alternative: dire ancora "no" all'Udc significava aprire scenari imprevedibili e pericolosi per la Giunta di centrodestra. A fine luglio si tornerà a votare la variazione di bilancio, non prima che il documento sia stato riveduto e corretto seguendo i suggerimenti dell'Udc, e in quella sede il Consiglio comunale darà il via libera perché ci saranno i voti necessari per approvarlo. In questo modo, il sindaco si è tolto una bella spina dal fianco: un conto è fronteggiare i tre catoniani e il teodoriano Pignoli, un altro conto è battagliare ogni giorno con un supergruppo di 7 consiglieri che agitano a ogni piè sospinto lo spauracchio della crisi. Al vertice di ieri, il sindaco si è presentato da solo contro i quattro dell'Udc: il coordinatore regionale Enrico Di Giuseppantonio, il presidente del Consiglio Licio Di Biase, il consigliere Vincenzo Di Noi e, appunto, il capogruppo Vincenzo Dogali. Tira e molla, l'accordo si è chiuso sulla base dell'ingresso in Giunta dei centristi con un esterno che non dovrebbe essere, secondo i pronostici della vigilia, Riccardo Padovano (primo dei non eletti), ma un nome a sorpresa. Si è discusso, sia pure senza entrare nei dettagli, degli incarichi di prestigio che potrebbero assumere altri esponenti dell'Udc: la presidenza della Saga rimane la poltrona più appetita, dopo che l'attuale commissario Carla Mannetti avrà esaurito il suo compito alla guida della Società di gestione dell'aeroporto.
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18/07/2010