A fronte di un eccellente lavoro che ha consentito all'Asl di recuperare in un anno 19 milioni di euro del deficit, l'ospedale civile di Pescara sarà uno dei più penalizzati dal piano di rientro della Regione con il taglio di 230 posti letto sui 1000 complessivi, il più massiccio rispetto a tutti gli altri ospedali abruzzesi. Sembra uno schiaffo in pieno volto al manager dell'Asl Claudio D'Amario che si è impegnato su questo fronte dal primo giorno del suo insediamento. Un dato che fa ancora più impressione se pensiamo che il "Santo Spirito" è al centro dell'area metropolitana più importante d'Abruzzo. Non solo, ma durante il periodo estivo, a causa della chiusura temporanea di Geriatria a Chieti, l'ospedale pescarese deve accogliere pure i tanti anziani che non possono più recarsi al Santissima Annunziata. Da questi problemi prende le mosse l'intervento di Moreno Di Pietrantonio, capogruppo comunale del Pd, il quale ricorda che «il piano operativo della Regione per quanto riguarda la Sanità prevede un taglio di 230 posti letto per l'ospedale civile di Pescara con una penalizzazione complessiva che mette in difficoltà uno dei centri più importanti per la salute in Abruzzo. Riteniamo che l'ospedale di Pescara, anziché subire un ridimensionamento, vada potenziato per quanto riguarda l'eccellenza dei servizi nei diversi reparti, così da fornire una risposta alla domanda di salute dei cittadini la più qualificata possibile». Il j'accuse di Di Pietrantonio è rivolto in particolare ai politici pescaresi che hanno ruoli rilevanti alla Regione: «E' tempo che tutte le forze politiche scendano in campo a difesa di questo straordinario patrimonio che è l'ospedale civile. E' ora di dire basta alle penalizzazioni che Pescara deve subire continuamente dal governo regionale, nonostante la presenza di esponenti di primissimo piano come il presidente del Consiglio, il vice presidente della Giunta, assessori e consiglieri di Pescara. Il governo regionale deve puntare sull'eccellenza del "Santo Spirito" e deve aprire un tavolo di confronto con le realtà territoriali». Non manca una stoccata a Mascia: «Riteniamo inoltre che il sindaco abbia il dovere di scendere in campo a difesa del nostro ospedale, affinché vengano garantite più risorse per una maggiore qualità dei servizi, per una riduzione delle liste d'attesa, per evitare trasferimenti di servizi e per tutelare i lavoratori». Ma questo appartiene al gioco delle parti. A.F.
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18/07/2010