Il genarale dei carabinieri comandante del Ros Giampaolo Ganzer è stato condannato dai giudici del tribunale di Milano a 14 anni di carcere per presunte irregolarità in operazioni antidroga condotte negli anni '90, a 65mile euro di multa e all'interdizione perpetua dai pubblici uffici. Una delle due operazioni oggetto dell'inchiesta è "Cedro uno", iniziata nell'ottobre 1995 e conclusa nel settembre 1997 con l'irruzione in una villetta a Rosciano ritenuta centrale di raffinazione per la pasta di cocaina. Era l'11 settembre quando gli uomini del Ros diretti dall'allora colonnello Ganzer svelavano un traffico internazionale gestito dai colombiani, con il coinvolgimento di ndrangheta, camorra e Sacra corona unita. I colombiani preferivano l'Italia per la trasformazione della coca base per la facilità nel reperire i prodotti necessari alla lavorazione. Per la prima volta in Europa, anche grazie ad infiltrati e alle moderne tecniche di intercettazione, si era seguito il traffico della droga dalle sue fasi iniziali, arrrivando alla più grande raffineria d'Europa, proprio in Abruzzo. Secondo i magistrati di Milano, però, non era oro tutto quel che riluceva sotto i bagliori di blitz spettacolari. La sentenza è stata emessa dopo otto giorni di camera di consiglio, 200 udienze in cinque anni, nei confronti di un ufficiale da trent'anni uomo dell'Arma e delle istituzioni, che ha indagato contro il terrorismo e contro il crimine organizzato. Ganzer è stato riconosciuto colpevole di aver operato per «carriera, visibilità , prestigio» forzando la legge e trasformando la caccia ai narcos in una partita dove tutto era lecito e in cui in nome del risultato si potevano importare, raffinare, vendere chili e chili di droga, destinati a perdersi nel mercato sotterraneo gestito dai clan. Ganzer, imputato insieme ad altri 17, è stato però assolto, come gli altri del resto, dall'accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. Luigi Federici, comandante generale dell'Arma dei Carabinieri dal 1993 al 1997, non ha dubbi sulle capacità e sull'onestà di Giampaolo Ganzer: «È uno dei più bravi e impegnati ufficiali che ho avuto il privilegio di avere alle mie dipendenze», afferma; aggiungendo che ritiene la condanna «incredibile» e di avere «fiducia nel buonsenso e quindi credo che chiariranno in appello». A Rosciano la cocaina arrivava grezza dalla Colombia per essere lavorata da quattro chimici sudamericani e finire poi sulle piazze di spaccio di tutta l'Europa in quantità industriali. Per Ganzre l'accusa sostenuta dal pm Maria Luisa Zanetti aveva chiesto la condanna 27 anni per i reati di traffico internazionale di stupefacenti, falso, peculato e traffico d'armi.
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13/07/2010