È la proposta del consigliere comunale Lucia Zappacosta, al vaglio dell'amministrazione proprio in questi giorni, rafforzata ora dalla voce dell'associazione So.Ha-GiovaniCittadiniAttivi, che ha presentato all'assessorato comunale dell'urbanistica una sorta di piano comunale del writing. I muri che l'associazione propone di legalizzare sono in via Alento, in via Giustino De Cecco, nel parcheggio di via Barbella e sul versante sud del parco Di Cocco ad angolo con via Dei Pretuzi. Il problema di fondo è che le decine di writer e di street artist pescaresi, divisi in quattro principali «crew» (gruppi) più una costellazione di emergenti costituite principalmente da minorenni, colpiscono indiscriminatamente muri pubblici e privati. Nove di loro sono stati denunciati la settimana scorsa. «Molti musei come il Tate Modern di Londra riconoscono il «writing» come forma d'arte – spiega Lucia Zappacosta – In molte città del mondo è stata sperimentata la soluzione dei «muri legali», indicati su apposite mappe». Ma già il Comune di Montesilvano nel 2008 permise che il muro di recinzione del nuovo campo sportivo «Speziale» venisse decorato da writer «autorizzati» e dagli studenti del liceo artistico Misticoni; e, andando a ritroso, nel 2006 il Comune di Pescara finanziò il murale del pittore Christian Serafini ispirato ad Ennio Flaiano, che oggi troneggia su Largo dei Frentani. Lungimirante fu, nel 1994, l'Accademia d'Abruzzo, col concorso internazionale di pittura murales consacrando la facciata della stazione centrale di Pescara. Ieri, comunque, il consiglio comunale ha approvato l'ordine del giorno presentato da Maurizio Acerbo sulla proposta dell'associazione Soha.
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13/07/2010