All'indomani del saluto al Papa Benedetto XVI, pronunciato in piazza Garibaldi, il vescovo di Sulmona-Valva, Angelo Spina, torna sull'emergenza lavoro. «Siamo tutti corresponsabili: le istituzioni, gli imprenditori e ogni persona di buona volontà - spiega il presule - la logica del profitto, denunciata da Papa Benedetto anche nell'enciclica "Caritas in veritate", è mossa solo dall'interesse al guadagno, più che alla promozione del lavoro e della dignità umana, al lavoro intimamente legata». Secondo il vescovo «si può anche rinunciare a una parte di guadagno promuovendo però lavoro, dignità delle persone e rinascita di tutto un territorio». E' il caso del Centro Abruzzo. Ma non solo. E il vescovo, in concreto, richiama attenzione e sollecita un'attenta riflessione proprio sulla realtà regionale. «Se s'investe sulla costa e non anche nell'entroterra abruzzese si rischia di costruire una regione anomala, caratterizzata da squilibri nocivi per tutti», sostiene Spina. Per il vescovo «bisogna investire dove c'è maggiore necessità di rinascita e rilancio di un territorio, non solo dove può esserci un ritorno, in termini di profitto, altrimenti si crea impoverimento e depressione demografica ed economica, con grave danno per quel territorio, dove i giovani, sebbene preparati da anni di studio e sacrifici, sono costretti a tornare ad emigrare, come accadeva un tempo». G.F.
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06/07/2010