Barbara Delle Monache SULMONA I giovani sulmonesi credono nella forza della loro città , e lo hanno dimostrato durante l'incontro in cattedrale con il Santo Padre, nel pomeriggio di domenica. Un discorso a due voci, quella di Francesca Orsatti e di Cristian Di Sanza, incentrato tutto sul lavoro, sulla crisi occupazionale particolarmente accentuata in questa zona d'Abruzzo. «Questa mattina - ha detto ieri Francesca - mi sento stranamente serena, io che caratterialmente sono sempre agitata. L'incontro con il Papa ci ha lasciato la forza e la speranza e spero che la sua visita ci abbia scossi per pensare al futuro e realizzare ciò che oggi appare impossibile. Anche una visita del Santo Padre ieri sembrava impossibile e oggi, invece, è una realtà ». Francesca è una ragazza di ventotto anni piena di iniziative, laureata in Scienze Politiche e oggi precaria. Sta lavorando a un progetto con la Caritas e ci crede molto perchè Sulmona è la sua terra e vuole dare speranza. «Ho provato a lavorare a Roma - continua Francesca - subito dopo la laurea, prima al ministero degli Affari Esteri e poi al Comune, ma mi sono resa conto che quello non poteva essere il mio mondo. Le persone vengono trattate come un caso e tutto appare molto sterile. Così ho deciso di tornare a casa per dare alla mia terra ciò che lei mi ha dato negli anni anche se mi rendo conto che non è semplice». Secondo Francesca, Sulmona ha un grosso problema culturale e tutto questo si può osservare anche dalle piccole cose. Tutti appaiono adagiati. Si vive bene anche non avendo nulla ma sempre lamentandosi «e così ieri i sulmonesi hanno preferito snobbare l'evento andando in massa al mare». Una riflessione più che giusta, perchè il sulmonese è così, lo abbiamo imparato a conoscere nel corso degli anni. Francesca lancia un appello ai suoi coetanei dicendo «fate delle scelte radicali e non siate bandiere al vento. Bisogna credere in qualcosa e raggiungere l'obiettivo anche se questo comporterà tante difficoltà . Soltanto così questa città potrà tornare a crescere». Da questo momento di grande commozione, quello dei giovani con il Papa, viene da considerare una sola cosa: oggi il vero motore portante di una città moribonda sono i giovani, quelli che guardano alla rinascita del territorio. Papa Benedetto XVI ha portato una grande riflessione in città . Tutti nei loro discorsi hanno parlato del lavoro, anche il sindaco Fabio Federico: «Questa, Santo Padre, è una terra gloriosa che oggi tuttavia soffre. Il terremoto e la crisi economica hanno aggravato un male preesistente e terribile: la disoccupazione. Un uomo privato del lavoro è quindi un uomo privato della dignità . Allora è compito di ogni uomo politico e di ogni uomo di buona volontà quello di creare le condizioni affinchè questa dignità , sancita anche dal primo articolo della nostra Costituzione, venga restituita». E, poi, il primo cittadino non ha dimenticato la forza e la fede della sua gente esortandola ad andare avanti nonostante le grandi difficoltà . Una fede che oggi appare più forte e per tutto questo bisogna dire un solo grazie. Un grazie al nostro pastore, a Benedetto XVI, che il 4 luglio ha onorato la città di Sulmona in nome di Celestino V.
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06/07/2010