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06/07/2010, 05:30

Notizie - Abruzzo

L'appello dei senza lavoro dalla città stremata dalla crisi

La disoccupazione è stato il leitmotiv dei discorsi pronunciati al cospetto del Papa da due giovani sulmonesi e dal sindaco Federico

Barbara Delle Monache SULMONA I giovani sulmonesi credono nella forza della loro città, e lo hanno dimostrato durante l'incontro in cattedrale con il Santo Padre, nel pomeriggio di domenica. Un discorso a due voci, quella di Francesca Orsatti e di Cristian Di Sanza, incentrato tutto sul lavoro, sulla crisi occupazionale particolarmente accentuata in questa zona d'Abruzzo. «Questa mattina - ha detto ieri Francesca - mi sento stranamente serena, io che caratterialmente sono sempre agitata. L'incontro con il Papa ci ha lasciato la forza e la speranza e spero che la sua visita ci abbia scossi per pensare al futuro e realizzare ciò che oggi appare impossibile. Anche una visita del Santo Padre ieri sembrava impossibile e oggi, invece, è una realtà». Francesca è una ragazza di ventotto anni piena di iniziative, laureata in Scienze Politiche e oggi precaria. Sta lavorando a un progetto con la Caritas e ci crede molto perchè Sulmona è la sua terra e vuole dare speranza. «Ho provato a lavorare a Roma - continua Francesca - subito dopo la laurea, prima al ministero degli Affari Esteri e poi al Comune, ma mi sono resa conto che quello non poteva essere il mio mondo. Le persone vengono trattate come un caso e tutto appare molto sterile. Così ho deciso di tornare a casa per dare alla mia terra ciò che lei mi ha dato negli anni anche se mi rendo conto che non è semplice». Secondo Francesca, Sulmona ha un grosso problema culturale e tutto questo si può osservare anche dalle piccole cose. Tutti appaiono adagiati. Si vive bene anche non avendo nulla ma sempre lamentandosi «e così ieri i sulmonesi hanno preferito snobbare l'evento andando in massa al mare». Una riflessione più che giusta, perchè il sulmonese è così, lo abbiamo imparato a conoscere nel corso degli anni. Francesca lancia un appello ai suoi coetanei dicendo «fate delle scelte radicali e non siate bandiere al vento. Bisogna credere in qualcosa e raggiungere l'obiettivo anche se questo comporterà tante difficoltà. Soltanto così questa città potrà tornare a crescere». Da questo momento di grande commozione, quello dei giovani con il Papa, viene da considerare una sola cosa: oggi il vero motore portante di una città moribonda sono i giovani, quelli che guardano alla rinascita del territorio. Papa Benedetto XVI ha portato una grande riflessione in città. Tutti nei loro discorsi hanno parlato del lavoro, anche il sindaco Fabio Federico: «Questa, Santo Padre, è una terra gloriosa che oggi tuttavia soffre. Il terremoto e la crisi economica hanno aggravato un male preesistente e terribile: la disoccupazione. Un uomo privato del lavoro è quindi un uomo privato della dignità. Allora è compito di ogni uomo politico e di ogni uomo di buona volontà quello di creare le condizioni affinchè questa dignità, sancita anche dal primo articolo della nostra Costituzione, venga restituita». E, poi, il primo cittadino non ha dimenticato la forza e la fede della sua gente esortandola ad andare avanti nonostante le grandi difficoltà. Una fede che oggi appare più forte e per tutto questo bisogna dire un solo grazie. Un grazie al nostro pastore, a Benedetto XVI, che il 4 luglio ha onorato la città di Sulmona in nome di Celestino V.

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06/07/2010










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