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02/07/2010, 05:30

Notizie - Abruzzo

Giorgio Alessandri L'AQUILA La quasi totalità degli interventi legislativi emanati dal 6 aprile 2009 a oggi è indirizzata esclusivamente ai centri ricompresi nel cosiddetto cratere sismico.

Eppure sono 49 i Comuni al di fuori della delimitazione territoriale (per lo più piccoli municipi montani) che hanno dovuto fare i conti con i danni del terremoto.

Per queste amministrazioni non esiste un quadro normativo certo al quale fare riferimento per affrontare la fase dell'emergenza e della ricostruzione. Un aiuto potrebbe arrivare dal disegno di legge bipartisan presentato ieri dai consiglieri regionali Luca Ricciuti (Pdl) e Giuseppe Di Pangrazio (Pd), rispettivamente presidente e vice della Commissione consiliare competente per enti locali e monitoraggio delle politiche post sisma. «Si è voluto dare - ha affermato Di Pangrazio - un punto di riferimento certo per i Comuni esclusi dall'area del cratere. Novità assoluta è l'istituzione uno sportello di coordinamento e supporto per l'armonizzazione di tutte le azioni e attività dei Comuni non ricompresi nel cratere sismico». Alla presentazione del ddl ha partecipato anche il presidente dell'Anci Antonio Centi, che si è fatto portavoce presso le isitituzioni dei 49 sindaci extra-cratere (10 nell'Aquilano, 12 nel Teramano e 27 nel Pescarese). «Questa proposta di legge è stata bene accolta anche dal Commissario delegato, Gianni Chiodi, che sta svolgendo un ruolo importante per far capire a Roma come stanno realmente le cose nel nostro territorio. Molte piccole Municipalità fuori del cratere hanno subito seri danni. I sindaci si sono impegnati anche economicamente per sistemare i loro senzatetto. Ecco, è a loro che bisogna andare incontro, altrimenti anche i Piani di stabilità sono destinati a saltare». Destinata a saltare, intanto, potrebbe essere la busta paga dei lavoratori terremotati che vedranno decurtati, se non azzerati, i loro salari. L'Inps, contrariamente a quanto affermato nei giorni scorsi, richiederà ai contribuenti dell'area del cratere colpita dal terremoto il rispetto dei termini della restituzione dei contributi previdenziali non versati nei primi mesi del post-sisma. Il termine del 16 giugno 2010 di scadenza del pagamento della prima delle 60 rate con cui vengono restituiti i contributi sospesi da aprile a novembre 2009, è stato infatti confermato da un nuovo messaggio Inps a firma del direttore generale. E questo «alla luce delle maggiori informazioni pervenute, concernenti il testo degli emendamenti approvati dal Consiglio dei Ministri» è scritto in un comunicato. Oltre alla tassazione corrente, inoltre, i contribuenti dovranno restituire (salvo cambiamenti dell'ultim'ora) le somme non versate nel periodo gennaio-maggio 2010 in un'unica soluzione entro metà luglio.

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02/07/2010










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