Ma la scuola si appresta a vivere un autunno infuocato. Le nomine dei docenti a tempo determinato sono ancora una chimera in tutto l'Abruzzo. E anche se i vari Usp (ex provveditorati) tranquillizzano i precari snervati dalla febbrile attesa di accaparrarsi una cattedra annuale sostenendo che entro il 12 settembre tutte le scuole avranno l'organico al completo, il 2009 sarà all'anno del grande ritardo: le pochissime immissioni in ruolo sono state effettuate una settimana fa (di solito si fanno a luglio) e la data delle nomine non è ancora ufficiale (il 1 settembre tutti i docenti dovrebbero prendere servizio, compresi quelli con contratto a tempo). Intanto Massimo Dimenna segretario generale della Uil-Scuola nell'annunciare che sul tavolo delle trattative si è fatto qualche passo avanti ma di essere preoccupato «per quello che sarà deciso a Palazzo Chigi», asserisce che con il Ministero è stato formalizzato un impegno a destinare risorse per i precari della scuola. In particolare per quelli dell'Abruzzo. Intanto l'onda della protesta investe anche la nostra regione. Per sabato pomeriggio, a partire dalle ore 16, su corso Maruccino, a Chieti, ci sarà una protesta contro i tagli della Gelmini. La scuola abruzzese, infatti, quest'anno si è trovata a fare i conti non solo con i problemi legati al terremoto, ma soprattutto con la riduzione di organico prevista dalla riforma Gelmini. Una vera e propria mannaia che ha portato alla creazione di classi con non meno di trenta alunni e a un aumento delle ore di servizio per ciascun docente. E quindi a una infinità di esuberi: docenti di ruolo da anni si sono ritrovati senza cattedra e riesumando vecchie abilitazioni sono stati impiegati nell'insegnamento di materie che non insegnavano da anni.
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04/09/2009