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Bagnini, sullo sciopero il fronte si spacca

Chi dice no Le coop aderenti a Fab Cna saranno in servizio. Solidarietà politica a chi invece si astiene

PESCARA Non saranno solo regolarmente al lavoro nei giorni di Ferragosto, ma anzi intensificheranno l'attività di vigilanza sulle spiagge abruzzesi, gli oltre duecento bagnini aderenti alla Fab-Cna. Lo ha annunciato il segretario dell'associazione dei balneatori, Cristiano Tomei, che ha preso parte all'incontro organizzato dal direttore marittimo per l'Abruzzo e il Molise, Antonio Basile, nella sede della Capitaneria di porto di Pescara, con le associazioni di categoria, proprio per fare il punto sull'emergenza ferragostana. «I dipendenti delle due cooperative di bagnini che aderiscono alla nostra associazione, la "Mare Service" e la "Marlin", coprendo un lunghissimo tratto di costa compreso tra Martinsicuro e Pescara -dice lo stesso Tomei, che all'incontro in Capitaneria era accompagnato da una delegazione di operatori delle spiagge- saranno regolarmente al lavoro tanto sui tratti di spiaggia libera che negli stabilimenti convenzionati, ma soprattutto intensificheranno l'attività a copertura di quello che deve essere considerato un vero e proprio servizio pubblico in un periodo di particolare delicatezza». «In linea poi con le raccomandazioni impartite dallo stesso Basile - aggiunge l'esponente della Fab-Cna- abbiamo deciso di accrescere, in questi giorni di prevedibile invasione delle spiagge anche da parte di tanti utenti occasionali e di tantissime famiglie, spesso a digiuno di alcune delle più elementari norme di prevenzione e sicurezza, soprattutto l'attività di informazione e prevenzione a terra». «Quanto vale la nostra sicurezza in mare? - si chiedono invece i Giovani Comunisti esprimendo sostegno ai bagnini che protestano - Una pizzetta ed una coca, perché con 4 euro (la paga oraria dei bagnini) di più non riesci ad avere in nessuno degli stabilimenti balneari della costa tra Pescara e Montesilvano. In tempi di crisi tutti strillano, ma a pagarne i costi sono sempre gli stessi i cittadini con il caro prezzi ed i lavoratori del settore (soprattutto giovani) con bassi salari, precarietà, contratti irregolari, orari massacranti e via dicendo, inutile fare l'elenco è esperienza comune». Chi ci guadagna? «Per una volta - continuano - ci piacerebbe che a guadagnarci fossero la sicurezza dei cittadini e dei bagnanti e la dignità dei lavoratori, in questo caso dei bagnini». E si dicono: « disponibili a dare massima visibilità e risalto alla vicenda con azioni creative e determinate, come ci hanno insegnato i lavoratori della Innse: uniti e determinati si vince anche in tempi di crisi». «L'aumento della paga oraria e l'adeguamento dei contratti sono richieste sacrosante - concludono -. È in gioco la sicurezza in mare. È bene che la Compagnia del mare e le associazioni di categoria facciano un piccolo sforzo, e soddisfino le richieste dei bagnini».

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14/08/2009










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