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Il «mistero» Carla e la visita solitaria

La Bruni come annunciato da Sarkozy oggi nelle tendopoli e sui luoghi del dolore

L'AQUILA Comunque riesce sempre a far parlare di sè. Snobba Vaticano e Quirinale. Si giustifica dicendo di voler stare solo a contatto con la gente che soffre. Visita in solitaria i luoghi del dolore di un Abruzzo colpito al cuore dal sisma. E questo dopo aver firmato un cospicuo assegno all'indomani del 6 aprile da destinare alla ricostruzione dell'ospedale. Ma questa è Carla Bruni. Bella, eterea, dal fascino immortale e raffinato, dannata ma anche legata a doppio filo alla sua terra natia e ai drammi che la colpiscono. Sicuramente non è come altre. Questione di stile, direbbe qualcuno. La first lady non manca di ribadirlo. E questa occasione non è da meno. Atterra in differita dalle altre; sceglie di recarsi oggi tra le tendopoli abruzzesi, facendo preannunciare la sua visita dallo stesso consorte Nicolas Sarkozy. Che, tra l'altro, gli affida l'onere di presentare: « una serie di decisioni che la Francia ha preso in accordo con le autorità italiane». «La premiere dame - spiegano all'Eliseo - avrà oggi un programma fitto: visita in alcune tendopoli (rimaste top secret), tra le macerie del centro della città e all'ospedale San Salvatore. Da qui si trasferirà alla chiesa di Santa Maria del Suffragio (la chiesa delle Anime Sante per gli aquilani), il monumento scelto dalla Francia per patrocinarne la ricostruzione, stimata in 6,5 milioni di euro». Intanto l'Eliseo sguaina la spada della difesa contro qualche giornalista che in modo provocatorio chiede il motivo della visita in solitaria della Bruni: « vuole stare fra la gente colpita, sincerarsi delle loro condizioni fisiche e psicologiche psicologiche - spiegano all'Eliseo -. È da sempre impegnata in cause sociali e in questo caso si sente più coinvolta del solito, viste le sue origini italiane. Infatti dopo la notizia del sisma ha scritto una lettera al presidente Chiodi con la quale annunciava una sua personale donazione». Questa è Carlà: l'italiana che dalle passerelle è riuscita a espugnare Parigi con il suo fascino e con la sua aria bohémien, un po' meno che con la sua voce forse (considerando il flop di vendite del suo ultimo cd); la donna di sinistra che in patria difende a spada tratta la sua amica, Marina Petrella, una delle principali collaboratrici del leader delle Br romane, Mario Moretti e poi si ritrova seconda moglie di un uomo di destra. Lei, che ha svecchiato l'Eliseo donandogli un tocco di leggerezza, destreggiandosi abilmente tra l'appoggio incondizionato a Sarkozy e le sue idee che, come dicono alcune voci, «avrebbero favorito l' apertura nella scelta dei ministri al governo». A.D.L.

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10/07/2009










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