L'AQUILA La città che esiste solo per una settimana. La città fatta su misura per il G8. Poi tutto verrà impacchettato e si ricomincia come prima. Una città a pochi passi dalla città vera ma che rimarrà inaccessibile quasi a tutti. Anche le pecore che vivono nel raggio di tre chilometri dalla caserma di Coppito non ci sono più. Spostate, trasferite ad altri pascoli. Per accedere nella «città proibita» bisogna avere al collo il «passi», di tanti colori a seconda della mansione svolta. Ognuno con un suo significato, ognuno con precise aree di riferimento e di accesso. Il punto di partenza, per tutti, è diventato il centro commerciale «L'aquilone». Prima di partire bisogna superare i controlli, più severi di quelli fatti negli qeroporti dopo l'11 settembre. Metal detector e perquisizioni prima di salire su un autobus che trasporterà ognuno a destinazione. Ieri per i giornalisti divieto assoluto di arrivare al Media center dentro la caserma di Coppito. Una vera motivazione nessun poliziotto l'ha saputa dare. Alla fine la versione ufficiale era una disposizione del Prefetto Gabrielli. Vera o no non è stata confermata ma comunque ha avuto vigore. A Coppito solo i tecnici delle televisioni per preparare cavi e posizioni di telecamere per i collegamenti. Strade deserte, frequentate solo da vetture delle forze dell'ordine, mezzi militari, vigili del fuoco e auto di servizio della protezione civile. E' L'Aquila ma potrebbe essere qualsiasi altra parte del mondo, una di quelle città dove solo servizi segreti, uomini della sicurezza e pochi altri hanno accesso. Gli aquilani hanno presto imparato a conviverci. Del G8 importa poco o nulla. Importa quello che rimarrà, i soldi che arriveranno, le opere che verranno realizzate. Chi passa è pregato di lasciare l'obolo. Questo il prezzo del G8, questa l'attesa degli aquilani, pronti a riprendere un difficile cammino già la prossima settimana. Il resto della città è quello più vivo, anche se in queste ore molti hanno preferito andare verso la costa, o in vacanza o da parenti lontani. Lontani dal cuore pulsante della politica mondiale, lontani da un cuore che fatica a battere di una città da ricostruire. F.Cap.
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07/07/2009