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L'AQUILA «Dev'essere L'Aquila e non la Protezione civile a decidere come ricostruire la città distrutta dal terremoto».

Lo ha ribadito ieri in conferenza stampa il vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, che ha attaccato il capo del dipartimento Guido Bertolaso: «La sua parola non è il verbo di Dio e non si deve irritare se lo criticano, piuttosto pensi a fare il suo lavoro».

Lo spunto è dato dal cambio di alcune delle zone dove sorgeranno i moduli abitativi del progetto Case, «che erano state valutate idonee e ora vengono accantonate. In questo momento - ha aggiunto De Matteis - ci sono solo due cantieri aperti e per ammissione della Protezione civile gli alloggi non saranno sufficienti per ospitare tutti gli sfollati. Sento dire di mandare duemila persone nella Scuola della Finanza, mi chiedo come civili possano vivere in una struttura militare: c'è improvvisazione, sembra il Far West». Secondo De Matteis, «la prima emergenza si può considerare finita, ora c'è la seconda fase di ricostruzione». «Le idee - ha concluso - sono benvenute, ma solo se a decidere è L'Aquila, non vogliamo imposizioni. Quanto a Bertolaso, gli rivolgo un appello: quando va nelle tendopoli a spiegare la sua versione della situazione, avverta le istituzioni e confrontiamoci. Non voglio fare campagna elettorale, ci vuole una "zona franca politica"». Intanto, dopo l'anticipazione nei giorni scorsi, il Gruppo farmaceutico Sanofi-Aventis ha annunciato l'avvio dei lavori per la costruzione di circa 120 moduli abitativi antisismici destinati ai collaboratori del sito di Scoppito, della forza vendite locale, e ai loro familiari.

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04/07/2009










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