e. Poco dopo l'una, ieri, grande fuga dagli uffici, dalle tende. Ha tremato anche la struttura in cemento armato dove si svolgerà il G8, a Coppito. La notte precdente scosse che hanno raggiunto il 3.5, ieri pomeriggio altre fino a 3.6 di magnitudo. Una situazione che non invoglia gli aquilani a rientrare nelle proprie abitazioni, che incute paura anche a chi vive lontano dall'Aquila ma sente le scosse. Nel capoluogo la Protezione civile e i vigili del fuoco hanno tranquillizzato confermando che non ci sono stati ulteriori crolli e danni alle persone. Scosse che i sismologi continuano a indicvare come sciame sismico se hanno epicentro nell'aquilano. «Progressivo decadimento di un sisma forte, come quello del 6 aprile». Quello che invece preoccupa i ricercatori è quanto sta avvenendo a nord de L'Aquila, a confine con il teramano e il reatino, la zona compresa tra il lago di Campotosto e Amatrice. Sono giorni che le strumentazioni registrano repliche sismiche. «Stiamo seguendo il fenomeno con attenzione e preoccupazione – ha detto il sismologo Fabrizio Galadini, direttore della sezione milanese dell'Ingv - perché sicuramente c'é migrazione sismica. Quella faglia dei Monti della Laga può generare terremoti forti, però precisiamo che non è detto possa accadere. E' un fenomeno che oltre ad essere importante dal punto di vista sismogenetico è anche preoccupante, senza per questo voler da parte nostra creare allarmismo. Tocca ad altri, alla protezione civile, decidere e pianificare il da farsi». La preoccupazione maggiore riguarda la diga di campo tosto. Da ieri c'è più acqua nel fiume Vomano, segno che la diga è stata parzialmente aperta. «La faglia appenninica a ridosso dei Monti della Laga e che corre lungo il versante occidentale degli stessi ha sicuramente una sismicità che si colloca su quell'area e va seguita con attenzione». Ad oggi, è stato sottolineato che non esiste alcun modo per capire l'evoluzione di un fenomeno sismico in corso.
Vai alla homepage
04/07/2009