Barbara Delle Monache SULMONA «Una sorta di diktat come per dire chi è fuori è fuori chi è dentro è dentro». Così, è stato definito, il Decreto numero 39 dall'onorevole Giovanni Lolli, che ieri, assieme ai colleghi di partito ha sottolineato l'importanza di una delimitazione diversa per tutti i comuni che hanno subito il sisma del 6 aprile scorso. Un Decreto fatto male, che penalizza l'intera provincia. Lolli, come gli altri, ha dimostrato tutta la sua avversione al comportamento assunto fino a questo momento e ha promesso battaglia in aula. Quattro i punti fermi per il Pd: riproporre tutti gli emendamenti bocciati nel mille proroghe, cassare i due articoli sulle tasse e prorogare le sospensioni per la tutta la provincia dell'Aquila, e poi ancora, altri due emendamenti per la Zona Franca, che per dare benefici deve essere finanziata a 50 milioni di euro nel 2009 e di cento milioni di euro per gli anni a seguire ed infine la modifica al Decreto per la modifica del punto "F" riguardante i danni indiretti. A parlare di fragilità dell'intero territorio peligno è stato il consigliere regionale Giuseppe Di Pangrazio che puntando il dito contro una Regione «assente» proporrà come minoranza la convocazione di un consiglio regionale straordinario per la Valle Peligna da fare proprio a Sulmona sollecitando anche la firma per il protocollo d'intesa. A dire che il Pd non andrà in vacanza è stato il senatore Luigi Lusi «in questo momento abbassiamo i toni raccogliendo l'invito del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano per il G8 ma dopo chiederemo conto di tutto quello che sta accadendo a Gianni Chiodi perchè qui è terremotato tutto l'Abruzzo».
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04/07/2009