Lo sta valutando, in questi giorni, il presidente della Saca, Gabino Colaluca, dato che tutto questo potrebbe portare ad un dissesto finanziario per l'ente che qualche giorno fa ha approvato il bilancio con 865 mila euro di perdita ampiamente coperta dal fondo di riserva e quindi con nessun tipo di problema sul capitale. Una carenza di liquidità, quella della Saca, congenita che si porta avanti da diversi anni. Una carenza che però si è aggravata nel 2008 proprio in base all'introduzione della tariffa unica che doveva essere modificata nel giugno dello stesso anno. A questo va ad aggiungersi la mancata costituzione dell'Ato provinciale e la mancata nomina dei commissari ad acta che avrebbero dovuto conferire il sevizio idrico integrato. Situazione questa, che in più di un'occasione ha portato i soci a pensare ad una forte azione politica che portasse gli enti preposti alle nomine definitive per risolvere l'annosa questione. A detta del presidente, se Sulmona e l'intero comprensorio, usasse la tariffa di Avezzano, fatturerebbe l'anno, un milione di euro in più se, invece, utilizzasse la tariffa dell'Aquila il fatturato sarebbe di 600 mila euro in più dell'attuale. Colaluca parla chiaro e dice che l'ente è in grado con la sua forza lavoro di far fronte anche alla gestione del depuratore delle acque, quindi con questa dichiarazione si allontana l'ipotesi "minacciata" più volte dal Nucleo Industriale di blocco del depuratore con grande disagio per i cittadini. Una soluzione questa, già inviata, al sindaco Fabio Federico e al prefetto dell'Aquila, Franco Gabrielli. Anche in questa occasione, il presidente della Saca, invita tutta la cittadinanza alla civiltà, soprattutto in questi mesi estivi e prega tutti coloro che hanno i giardini di non utilizzare l'acqua potabile per innaffiare, dato che rappresenta uno spreco di risorsa ma anche un costo più elevato da parte dell'utenza. B.D.M.
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04/07/2009