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AtessaAvrebbe compiuto oggi 23 anni la giovane universitaria fuori sede

«Buon compleanno Ivana»: la lettera di un padre alla figlia uccisa dal sisma

Oggi Ivana Lannutti avrebbe compiuto 23 anni.

Il terremoto del 6 aprile scorso l'ha strappata alla vita e all'affetto dei suoi familiari. Suo padre Angelo, nostro collega di Atessa, le ha scritto una lettera piena d'amore che suona anche come una condanna per gli allarmi inascoltati prima del sisma. C ara Ivana, figlia mia diletta. Oggi sarebbe stato il giorno del tuo ventitreesimo compleanno. Io, papà, la mamma e tua sorella Ilaria ci sentiamo in dovere di ricordarti pubblicamente. Ti avremmo festeggiato in famiglia, come ogni anno, per poi lasciare spazio ai tuoi amici ed al tuo ragazzo Paolo. Saresti stata festeggiata anche dalla sua famiglia che ti aveva accolto in casa come una fiore. Vorremmo inoltre ringraziarti perché nella tua esistenza ci hai saputo dare solo tante soddisfazioni e mai motivo di biasimo. In questo mese di luglio ci avresti donato la tua laurea triennale in Ingegneria Civile. L'Università dell'Aquila ha voluto conferirti quella alla Memoria ed io l'ho ritirata quale premio del tuo lavoro. Non potrò mai dimenticare la tua Maturità Scientifica al Liceo di Lanciano ottenuta con il massimo dei voti 100/100 e due punti avanzati dalla somma dei crediti. Sarai sempre motivo di orgoglio per noi e per tutti quelli che ti hanno conosciuto. Dovrebbero però essere in tanti a ringraziare Te e tutti gli altri ragazzi, studenti fuori sede, sacrificati a L'Aquila in quella terribile notte da una orrenda morte violenta che ha tolto a tutte le nostre famiglie la più grande delle risorse future. Tutte quelle persone che dopo aver dato ampia rassicurazione prima del sisma oggi si ergono a simboli della ricostruzione e della rinascita. Tutti quelli che si propongono per iniziative di solidarietà che in realtà consistono solo in passerelle pubblicitarie. Quale simbolo potrà ridarti la possibilità di tornare a sentire la differenza tra il caldo e il freddo, tra l' asciutto ed il bagnato. Sono tanti gli Aquilani che possono farlo e che invece di baciare ogni giorno la terra che calpestano sanno solo lamentarsi senza voler accettare una condizione che a Me ed altri genitori è stata imposta senza alcuna alternativa. A cosa possono servire nuove ali ad un'Aquila che non ha mai saputo volare ma che ha solo sonnecchiato nel suo nido cullata dall'economia sommersa degli studenti fuori sede e dei militari. La Mia voleva essere una lettera per te e la concluderò riportando i versi che Ennio Di Lello, padre del tuo fidanzato Paolo, ha voluto dedicarti nel definirti «La Stella Splendente». Da sorrisi d'amore ancora cullata dormivi; carezzavi i sogni come cuccioli festosi, quando giunse la scossa implacabile. Ora dormi dove più risplende la luce ninnananna, ninnananna tra milioni di stelle ninnananna ninnananna! Oh notte tenebrosa che sfuggi queste timide luci non la svegli, non la tocchi; soltanto la scaldi con le nostre preghiere ninnananna ninnananna!

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03/07/2009










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