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«L'Aquila come la Berlino del dopoguerra»

EconomiaConfindustria definisce drammatica la situazione dell'Abruzzo all'indomani del sisma

L'AQUILA La situazione economica dell'Abruzzo, dopo il terremoto del 6 aprile, è notevolmente peggiorata. Un'analisi prevedibile quella fatta da Confindustria, che però, attraverso il presidente Riccardo Marollo e l'economista Pino Mauro, traccia le linee per una possibile ripresa. «L'Aquila ma tutto l'Abruzzo in generale è stato interessato anche da un terremoto economico», ha detto Marollo. Fotografata una regione con una situazione drammatica. La soluzione indicata è stata quella di passare dal terremoto dell'economia all'economia del terremoto. «L'Abruzzo - ha sottolineato Marollo nel suo intervento - è primo in Italia in termini negativi per il ricorso alla cassa integrazione e per il calo dell'export, un segnale di difficoltà che sta colpendo anche le imprese più strutturate della Regione. Il credito sta soffocando il nostro tessuto imprenditoriale». Parlando della zona franca urbana, Marollo ha sostenuto che «per intensità degli aiuti, per la durata negli anni e tipologia di benefici, è insufficiente. L'Aquila per devastazione è come Berlino del dopoguerra». L'economista Pino Mauro ha detto che dal 2002 al 2008, in Abruzzo la crescita è stata pari allo zero. «A fronte di una importazione sempre più crescente, l'export è nullo - ha detto Mauro - nel Teramano si sta verificando lo stesso fenomeno di Prato: il 30% degli imprenditori parla cinese». Molto negativi anche i dati sulla disoccupazione. «Se facciamo passare la stima dei danni a l'Aquila quantificata in 10 miliardi di euro - ha aggiunto Mauro - la somma corrisponde al Pil che l'Aquila aveva espresso nel 2007 e rappresenta il 40 per cento del Pil dell'Abruzzo». La Regione non sta a guardare. L'assessore regionale alle attività produttive, Alfredo Castiglione, ha annunciato lo stanziamento di 46 milioni di euro su un totale di 83, destinati per i Comuni del cratere, per la riattivazione e per i lavori di attrazione delle imprese. Altri 22 milioni di euro saranno oggetto di ulteriori bandi per facilitare l'accesso al credito per le imprese che lavorano sul territorio, insieme ad altri 800 milioni destinati alla crisi della Valle Peligna, della Val Vibrata, per la ricerca ed innovazione, per la bonifica dei siti inquinati e anche in questo caso, per la facilità di accesso al credito.

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03/07/2009










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