Dal rapporto di Bankitalia emerge che le ripercussioni del terremoto che ha colpito l'Abruzzo «sono molto più gravi per il commercio, l'artigianato e per il complesso delle attività terziarie localizzate all'interno della città dell'Aquila e nei comuni limitrofi» rispetto ai danni riportati dalle zone industriali dell'area, nelle quali «al termine del mese di maggio l'attività produttiva risultava sostanzialmente riavviata». Secondo il rapporto «l'arresto dell'attività produttiva, per l'inagibilità degli immobili aziendali, avrebbe coinvolto oltre la metà delle circa 6mila unità produttive localizzate nell'area». Stando ai dati di Bankitalia «a inizio giugno risultano agibili, ma non necessariamente utilizzati, poco più della metà degli immobili privati residenziali e degli edifici pubblici. Peggiore appare lo stato del patrimonio storico-architettonico, mentre sono in condizioni relativamente migliori gli immobili destinati ad attività produttive, già agibili per circa il 60% dei casi». Il rapporto evidenzia come «il valore dell'intero patrimonio abitativo residenziale delle aree colpite dal sisma può essere stimato nell'ordine di 6-7 miliardi di euro, circa l'11% di quello dell'intera regione».
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26/06/2009