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Il governatore

«Le ferite sono ancora aperte ma l'evento ci farà sentire vivi»

L'AQUILA «Le ferite del terremoto del 6 aprile all'Aquila sono ancora drammaticamente aperte ma questo evento servirà a farci sentire vivi, uniti, solidali, pronti a ripartire con nuovo slancio e vigore.

Lo sport in fondo è questo: sfida, competizione, con sè stessi prima ancora che con gli altri». Con queste parole il presidente della Regione, Gianni Chiodi, inaugura i lavori dell'assemblea generale del Comitato internazionale dei Giochi del Mediterraneo, riunita a Montesilvano, a distanza di due giorni dall'inaugurazione. «Pescara 2009 sarà un grande appuntamento, con un'altrettanto grande valenza politica - ha proseguito il presidente - in un periodo di forti tensioni internazionali, di intolleranze etniche e religiose, i Giochi saranno l'occasione ideale per esaltare l'umanità tout court, al di là delle ideologie, dei colori, dei credi». «Questa olimpiade del "mare nostrum" - continua - vedrà la partecipazione di 5.880 atleti, provenienti da 23 Paesi diversi e già aver messo in piedi questo pacifico" esercito dello sport" fa pensare all'enorme potere aggregativo di simili appuntamenti. Già essere qui è un successo».Poi, Chiodi ha espresso gratitudine al presidente del Comitato olimpico, Amar Addadi, e al commissario straordinario, Mario Pescante. E, pensando alla cerimonia degli idrofori che porteranno l'ampolla madre dal Mediterraneo a Pescara, si è augurato che siano di «buon auspicio per spegnere simbolicamente il fuoco di una terra che si sta dimostrando particolarmente ostile nei nostri confronti». All'assemblea generale, accanto ad Amar Addadi e Mario Pescante, erano presenti anche il presidente del Coni, Gianni Petrucci e il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia.

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25/06/2009










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