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L'allarme lanciato da Assoturismo-Confesercenti

Il turismo distrutto Crollo delle prenotazioni
Le zone montane le più colpite con un decremento di quasi il 90 %

Cristina Mosca PESCARA Calano a picco le prenotazioni estive in Abruzzo: le prenotazioni in montagna sono letteralmente crollate del 90%, e il turismo culturale è penalizzato per il 50%.

«Il messaggio che viene veicolato è quello di un intero Abruzzo terremotato – precisa Enzo Giammarino, direttore regionale di Assoturismo-Confesercenti – Abbiamo potuto constatare, a Milano come a Berlino, che pochi sanno che costa, collina, montagna e parchi nazionali sono perfettamente fruibili dai turisti. Questo ha portato grossi danni sia al turismo diretto, come quello che si registra nelle strutture ricettive, sia a quello indotto, come quello di cui beneficiano tutte le realtà che vivono di turisti, dal negozio di souvenir all'agriturismo». Su 100mila posti letto nelle strutture alberghiere ed altrettanti in quelle extra-alberghiere, solo 30mila sono dedicati agli aquilani, creando una fortissima pressione su determinate località della costa e lasciando vuoto l'entroterra. «A stagione calda già iniziata – propone Armando Cipriani, sindaco di Roccaraso e dirigente nazionale di Asshotel-Confesercenti – la Protezione Civile potrebbe tener conto della disponibilità di posti in montagna, a partire dall'Alto Sangro per passare al Parco Nazionale d'Abruzzo». Anche il turismo rurale in collina ha risentito di un calo del 20%, mentre sulla costa gli alberghi che hanno riservato delle camere ai turisti non le riescono a riempire (-25%) e quelli che hanno accolto gli aquilani rischiano di non poter rispettare i contratti con i tour operator. «Un calo di queste dimensioni – aggiunge Daniele Zunica, presidente regionale di Assoturismo – rischia di produrre ricadute pericolose su occupazione e reddito medio». Secondo dati Istat e Abruzzo Lavoro, infatti, sono state registrate 2200 mancate assunzioni stagionali proprio per il calo delle presenze estive, che hanno fatto seguito a 150mila turisti in meno a Pasqua, 70mila in meno per il ponte del 25 aprile e 120mila per quello del primo maggio. Un quadro che danneggia anche lo Stato, per un mancato gettito fiscale e tributario pari a 53 milioni di euro. «Chiediamo alla Regione di nominare subito il commissario dell'Azienda di promozione turistica e di riformare l'Azienda stessa entro l'anno, perché gli operatori non possono essere lasciati soli – conclude Enzo Giammarino – e proponiamo di lanciare, dopo il G8, una campagna promozionale che ricorra a tutti gli strumenti di comunicazione e che intercetti il last-minute, per cercare di salvare la stagione turistica ed una percezione positiva dell'Abruzzo». Il 24 giugno una convention sul turismo montano sviscererà il problema a Roccaraso alla presenza dell'assessore regionale al turismo Mauro Di Dalmazio. L'attività promozionale della Confesercenti avrà il suo clou ad ottobre con Ecotur, che si sarebbe dovuto svolgere ad aprile.

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19/06/2009










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