«Stiamo facendo - ha aggiunto - sopralluoghi con 160 squadre di volontari che fanno oltre 1000 sopralluoghi al giorno che vengono sottoscritti e registrati in schede. Abbiamo già effettuato 22.700 sopralluoghi: il 53,7 % delle abitazioni sono già abitabili, il 15,8% lo saranno entro 30 giorni con pochi interventi ma le popolazioni non entrano perché le scosse continuano. Abbiamo bisogno di una settimana senza scosse continue». Il presidente del Consiglio assicura, rispondendo a una domanda su un possibile intervento ad hoc per la ricostruzione delle chiese, che il governo si occuperà anche del restauro degli edifici pubblici e delle opere d'arte, ma «la nostra filosofia - spiega - è chiara: prima le persone». Per il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente il decreto del Governo va bene, ma serve pure «un provvedimento ad hoc per il centro storico affinché abbia dei finanziamenti a parte, altrimenti la città non la ricostruiremo mai». Cialente torna poi sulle cifre stanziate dal Governo: 80 mila euro per le case danneggiate e 150 mila per le abitazioni crollate. «Per quanto riguarda il centro storico - dice - sono cifre irrisorie. C'è il rischio a quel punto che i cittadini vadano dietro a questo strano meccanismo di Fintecna (le famiglie titolari di mutui su case danneggiate potranno liberarsi del mutuo tramite Fintecna, che subentrerà nel rapporto con la banca diventando proprietario dell'immobile, ndr) che diventerebbe così l'azionista di maggioranza del comune dell'Aquila». Per il sindaco «L'Aquila deve essere ricostruita dagli aquilani com'era e dov'era. Capisco che è uno sforzo enorme ma è qui che si gioca la credibilità del sistema Paese. L'Aquila è una città d'arte e se non siamo capaci di tutelare e ricostruire il nostro patrimonio artistico, sarebbe come se un paese produttore di petrolio facesse saltare i suoi pozzi». Del dopo sisma si è parlato anche con riferimento al Molise: «L'esperienza di San Giuliano di Puglia non è servita a niente». Lo ha detto con grande tristezza Antonio Morelli, presidente del Comitato vittime del terremoto del Molise, che nel 2002 provocò il crollo della scuola elementare, con la morte di 27 bambini e una maestra. Morelli, ieri all'Aquila, ha raccontato ai membri dei comitati «3.32» e «vittime della Casa dello studente» l'estenuante vicenda giudiziaria - ancora in corso - per accertare eventuali responsabilità nel crollo della scuola. Gli atti del processo sono raccolti nel libro «Il fatto non sussiste, giudicate voi», che Morelli ha distribuito. «Tutti parlano di ricostruzione - ha detto -, pochi sentono l'esigenza di cercare responsabilità in questa tragica vicenda con 300 vittime. Seguirà anche qui una lunga vicenda amministrativa e giudiziaria i cui esiti dipenderanno dall'abilità degli avvocati». Morelli, che nella scuola di San Giuliano ha perso una figlia di sei anni, ha consigliato di «contattare avvocati d'esperienza, perché la strada verso il riconoscimento delle responsabilità è lunga».
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04/05/2009