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C'è chi ha una casa ma resta in albergo

Inchiesta Si ipotizza il reato di truffa a carico di chi si fa pagare senza diritto vitto e alloggio

L'AQUILA Un nuovo filone di indagine sul terremoto che ha colpito L'Aquila lo scorso 6 aprile. Questa volta potrebbero essere indagati cittadini che hanno lasciato la città, andando a vivere in albergo, nonostante siano proprietari di una seconda abitazione. A volte addirittura a pochi chilometri dalla struttura alberghiera che li ospita. Vivere gratis, a spese dello Stato, vitto e alloggio, pur disponendo di un'abitazione propria configurerebbe il reato di truffa. La notizia è stata data in anteprima ieri pomeriggio da TvUno che nei suoi notiziari ha annunciato l'avvio dell'indagine. Adesso comincerà un'indagine a tappeto su chi risiede negli alberghi della costa. Il costo post terremoto è di tre milioni di euro al giorno, come più volte è stato sottolineato sia da Berlusconi sia da Bertolaso. E proprio la Protezione civile, da alcuni giorni sta valutando come tagliare i costi. Molte situazioni sono infatti già variate. Tra le spese maggiori c'è proprio quella relativa al costo degli alberghi e delle strutture ricettive. Agli albergatori si arriva a dare quasi 50 euro al giorno per la pensione completa. Ma secondo quanto stanno accertando gli investigatori non tutti dovevano andare in albergo. Chi ha infatti una seconda casa non avrebbe diritto a vivere a spese dello Stato. Nei prossimi giorni potrebbero emergere novità sui numeri di quanti si troverebbero indagati. La notizia di questa nuova indagine avrebbe preoccupato diversi cittadini. A far sorgere il dubbio, che ha portato alla nuova inchiesta le proteste di chi non è riuscito a trovare posto in albergo ed è stato costretto a vivere nelle tendopoli. Intanto prosegue il filone principale dell'indagine voluta dal procuratore Rossini, relativa alle presunte responsabilità di chi in questi anni ha costruito senza tenere conto delle normative antisismiche. Nell'ambito di questa inchiesta della Procura aquilana sui crolli di edifici pubblici e privati nella giornata di oggi gli agenti della Squadra Mobile, quelli della polizia scientifica e i periti nominati dalla stessa Procura effettueranno alcuni sopralluoghi ad Onna, la frazione che ha avuto piu' vittime in rapporto alla popolazione, quaranta morti in un paese che conta meno di 300 abitanti, e a Castelnuovo. L'ultimo intervento era stato effettuato alla fine della scorsa settimana dai carabinieri che hanno sequestrato un condominio in via Agnifili, al centro storico della città, adiacente a via XX Settembre 79. In quest'edificio hanno perso la vita la moglie e le due figlie dell'avvocato Cora. Sono invece arrivati i primi dissequestri. Per quanto riguarda palazzo del Tosto, dove ci sono diversi uffici comunali, e la facoltà di Ingegneria di Roio la Procura ha deciso di liberare da vincoli legati all'indagine le strutture, in entrambi i casi sono invece rimasti sotto sequestro solo alcuni locali che hanno subito gravi lesioni. Adesso l'attività dei magistrati si concentra sulla sede del rettorato che a seguito del sisma ha riportato gravissimi danni. Proprio il rettorato era stato non molto tempo fa oggetti di lavori di ristrutturazione. Dopo la sfilata di aquilani ascoltati la scorsa settimana come persone informate sui fatti si continuerà nei prossimi giorni a cercare indizi su quanto poteva essere evitato nonostante la forza del terremoto.

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04/05/2009










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