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Scosse e pioggia Non c'è pace per i terremotati

Gigi Proietti all'Aquila: «Gli abruzzesi sono cocciuti, tireranno su la città»

L'AQUILA Piove, ininterrottamente da ore. La situazione a L'Aquila e nei paesi limitrofi sta diventando drammatica. Numerose le tende che ieri erano allagate, letti intrisi d'acqua. Il fango ha preso il sopravvento nei camminamenti all'interno delle tendopoli. In alcune è stata posizionata della ghiaia per assorbire l'acqua. In molte altre, invece, niente ghiaia e solo fango. La situazione più difficile la stanno vivendo anziani e disabili. Per loro la Protezione civile, in diverse tendopoli, ha dovuto organizzarsi per consegnare i pasti direttamente nelle tende. In alcuni paesi non è ancora stata sistemata la corrente elettrica nei campi e non sono arrivate delle stufe. Notti al freddo e con la pioggia incessante. Situazioni di forte disagio a cui, non senza difficoltà, la Protezione civile sta cercando di porre rimedio. Oltre alla pioggia le solite scosse di assestamento. Due nella notte e una ieri pomeriggio, alle 17.44 di magnitudo 3.6. Nell'ambito dei controlli c'è stato ieri un intervento dei vigili del fuoco a Coppito, dove il tetto di una casa che sorge su una scarpata, a qualche chilometro di distanza dalla Scuola della Guardia di Finanza, minaccia di precipitare sulla strada sottostante. I vigili del fuoco lo hanno ancorato con una particolare e inedita operazione di messa in sicurezza. Legato con corde di acciaio che partono da una base di cemento realizzata sul terreno sottostante, attraverso microcariche esplosive verrà fatto a "spezzatino” rendendolo innocuo. Sono stati 9.002 i sopralluoghi effettuati, sino a ieri, dalla Protezione civile sui danni e l'agibilità sismica degli edifici dell'Aquila e dei paesi limitrofi danneggiati dal terremoto. Il 56% degli edifici è stato dichiarato agibile; il 16,7% temporaneamente inagibile, ma agibile con provvedimenti di pronto intervento; il 3% è riferito agli edifici parzialmente inagibili; il 2,2% sono gli edifici temporaneamente inagibili da rivedere con approfondimento; gli edifici inagibili, invece, ammontano al 19,6%, mentre gli edifici inagibili per rischio esterno è del 2,5%. Per tipologia sono stati controllati 7.676 edifici privati, 353 pubblici, 32 ospedali, 97 caserme, 366 scuole e 424 attività produttive. Di questi sono stati controllati 295 edifici di valenza storico monumentale. Di questi, riferiscono dalla Soprintendenza, solo «73 sono stati giudicati agibili, 138 inagibili, 43 agibili con provvedimenti, 21 temporaneamente inagibili e 7 parzialmente agibili». Intanto continuano a riprendere diverse attività. A 15 giorni dal terremoto riprende l'attività dell'ambulatorio di auxologia della Clinica Pediatrica dell'Aquila. Nonostante le evidenti difficoltà, il professor Giovanni Farello ha ritenuto indispensabile proseguire l'attività per dare non solo risposte agli innumerevoli utenti (molti di fuori provincia), ma anche per trasmettere un segnale forte e tangibile dell'assoluta volontà di tornare alla normalità. Anche l'assessorato al Lavoro della provinica dell'Aquila è tornato in funzione nell'edificio industriale della Stilograph, ubicato presso il nucleo industriale di Pile, in località Campo di Pile (telefono e fax 0862/351004). Nell'ambito della cultura ieri Gigi Proietti è venuto in città. «Sono sicuro che faranno presto a tirare su L'Aquila. Gli abruzzesi hanno tanti difetti, ma sono cocciuti, ed è una cosa che in questo caso serve». Proietti è stato direttore artistico del teatro stabile. Accompagnato dalla Protezione civile e dai vigili del fuoco, l'attore ha fatto un giro nel centro storico lesionato dai crolli del 6 aprile scorso. Un viaggio tra le strade abbandonate della città, tra calcinacci e macerie, un percorso nella memoria per l'attore: da Piazza San Pietro all'Hotel Duca degli Abruzzi completamente distrutto, al Teatro Comunale fino a Piazza Duomo. «La mia vita artistica si è svolta anche qui - dice l'attore di fronte al teatro – vedere che la facciata è apparentemente intatta come anche il palcoscenico è una cosa che mi rincuora nella disgrazia».

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22/04/2009










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