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L'AQUILA Due tende della Protezione civile

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Spazi angusti per accogliere amici e parenti che accompagnano gli studenti universitari che devono sostenere le tesi di laurea. Le prime dopo il terremoto. Ma l'università non si ferma, non si vuole fermare. Ventisette studenti del corso triennale in Fisioterapia. All'appello manca solo Lorenzo Cinì (nella foto piccola), lo studente di Montorio al Vomano deceduto il 6 aprile, per lui la laurea ad honorem, in memoria di quanto successo. Il presidente del corso di laurea, Antonio Carolei lo ha ricordato affermando nella sua introduzione che «oggi non ci sarà un più bravo. Li considereremo tutti primi - ha detto il professor Carolei - abbiamo voluto mantenere fede alla nostra missione. E' un atto dovuto nei confronti degli studenti che hanno creduto all'università. Le attività devono andare avanti anche se siamo stati colpiti nelle persone e nelle strutture». Lorenzo Cinì avrebbe compiuto 23 anni a giugno. «Aveva già dei progetti per iniziare il suo nuovo futuro - ha raccontato il padre, Franco Cinì, che ieri mattina è venuto a L'Aquila da Teramo - Lorenzo aveva delle belle intenzioni. Era un ragazzo allegro, simpatico, amico di tutti. Sarei venuto con lui, sono venuto da solo». Lorenzo è morto la notte del 6 aprile nel crollo dell'appartamento che divideva con la sua fidanzata, Arianna Pacini, anche lei vittima del terremoto. Fino a due ore prima erano ancora nel Teramano, erano andati al cinema, poi hanno deciso di tornare nella città universitaria. La scossa delle 3,32 ha fatto crollare la palazzina di via Roma, 64, al centro de L'Aquila, dove i due ragazzi avevano trovato un appartamento in affitto. Ieri si è laureato l'amico di Lorenzo Cinì, Valerio Boldrini, compagno di studi, che con lui ha condiviso i momenti di festa e quelli di studio. «Sono felice per la mia laurea - ha detto Valerio Boldrini - ma subito dopo aver scaricato la tensione il mio pensiero è tornato ai momenti trascorsi insieme a Lorenzo, i tirocini insieme, gli esami preparati, tante le cose condivise». E tutti i neo laureati hanno alternato momenti di felicità a tanta tristezza. Ognuno ha vissuto il dramma del terremoto, in tanti hanno perso qualcuno con cui hanno condiviso gli studi. Il primo laureato in assoluto è stato Tonino Baliva, di Celano, 27 anni. Per lui, come per tutti gli altri, un boato, seguito da un lungo applauso ha accolto la proclamazione. «La prima cosa che ho fatto è stato fare un grande sospiro», ha detto il neolaureato. Fiori rossi, spighe di grano, volantini con su scritto in grande "Io non crollo”. Tutti a darsi sostegno uno con l'altro. «Lo spirito è diverso da come lo avevo sempre immaginato - ha raccontato Cristina Rosetti, neolaureata dell'Aquila - non c'è la gioia e la felicità massima, quella a cui avevamo pensato nei mesi scorsi». La giovane ha vissuto in una tenda questi ultimi giorni dopo la scossa. «Fortunatamente lo studio ha tenuto la mia mente occupata - ha aggiunto - poi gli ultimi giorni, anche per stare più tranquilla sono stata ospitata a casa di alcuni amici, fuori L'Aquila, per studiare». Aria di festa in mezzo a una università che porta segni e ferite del terremoto. Molti genitori e qualche parente un po' deluso dal fatto che nella tenda delle lauree non c'era spazio per tutti. Soddisfatto anche il rettore Ferdinando Di Orio. «Questa giornata segna il rispetto degli accordi presi con gli studenti - ha affermato il rettore - abbiamo mantenuto il patto. Lo svolgimento della sessione di tesi di laurea, il fatto che si stia svolgendo la seduta di esami è segno che l'università è viva». Domani per il rettore una giornata importante. Si discute del futuro, del progetto che prevede la realizzazione di tre plessi a Cansatessa. L'università ha affrontato da subito problemi grossi di comunicazione. Difficoltà di tipo logistico, l'impossibilità di inviare mail. Molti docenti hanno inviato sms a quegli studenti di cui avevano il numero di cellulare e che erano reperibili. Più svantaggiati, una volta riattivato il sito dell'ateneo, gli studenti dell'Aquila rispetto ai fuorisede, per la difficoltà ad accedere a internet. Risolta anche la questione dei tirocini che proseguono in sedi convenzionate con l'università sul territorio nazionale. Per gli studenti aquilani c'è disponibile Villa Letizia e l'ospedale di Avezzano.

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21/04/2009










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