PESCARA Dalle risposte immediate sul campo, alle risposte per l'immediato futuro. Fioccano i ringraziamenti incrociati nel vertice al Circus di Pescara tra il direttore della Protezione civile Guido Bertolaso e i sindaci e gli amministratori, e non è uno scambio di cortesie di facciata; ma serpeggiano anche i dubbi e le perplessità su una gestione che, superata l'emergenza, dovrà farsi carico della quotidianità e programmare la rinascita nel nome del "presto e bene". Il decreto di zonizzazione firmato dal sottosegretario nel quale sono ricompresi 49 Comuni martoriati dal terremoto ha lasciato mugugnare più di un amministratore che nei fatti ha visto il tessuto urbano e sociale danneggiato dal sisma, ma nella forma è escluso da un intervento rapido e straordinario. Bertolaso ha rimarcato che il decreto «non preclude accertamenti con esami specifici e verifiche sul posto», che un allargamento è possibile, ma anche che «i controlli saranno rigorosissimi per evitare che i 49 Comuni divengano 150». Anche il patto di stabilità sul controllo della spesa è visto dagli amministratori come un vincolo che prescinde dalla situazione e preclude un'azione mirata, almeno nel settore degli edifici pubblici. «Ho lavorato per due governi diversi - così Bertolaso - e ad ambedue ho proposto la deroga al patto di stabilità, senza fortuna. Senza anticipare nulla, vi rassicuro che tra una settimana il premier Berlusconi rilascerà una dichiarazione che vi farà capire lo straordinario impegno in questa vicenda». Platea gremita, ampia rappresentanza di sindaci con fascia tricolore, parlamentari e amministratori di Abruzzo e Marche, le ormai familiari uniformi della Croce rossa e della Protezione civile e le divise delle forze dell'ordine. Vengono raccolte buste e lettere con le segnalazioni a Bertolaso, idee e suggerimenti di cui farà tesoro «per la massima trasparenza, serietà e disponibilità a mgliorare». I consensi sono palpabili, anche da chi non ha digerito l'esclusione dalla zonizzazione; qualche scivolata nella retorica non manca né sul palco né in platea. Sono 65.000 gli aquilani di città e provincia ospitati nelle 160 tendopoli assistite da 65 cucine da campo e 40 ambulatori, nelle case private, negli hotel della costa. Una solidarietà diffusa, ma che ha un costo, nell'oggi e nel domani. Molti Comuni chiedono di sapere come fronteggiare la spesa, molti operatori turistici devono già fronteggiare la raffica di disdette. «Fate capire - così il presidente di Federalberghi, Emilio Schirato - che noi abbiamo 25.000 ospiti, non 25.000 sfollati. E che chi vuole veramente aiutare l'ìAbruzzo, scelga l'Abruzzo per le vacanze, perché per far ripartire l'economia si deve far ripartire il turismo». Fuori protocollo, ha chiesto e ha ottenuto di parlare un abitante di San Demetrio, che dice di aver perso tutto ma di essere stato, lui come altri, «sommerso dalla solidarietà di tutti». Si raccomanda a Bertolaso affinché le forze vive di questa regione siano messe in grado di «fare e ricostruire da noi», e di «cominciare a pensare di potenziare i servizi geologici» per conoscere il territorio. Segue di poco il sindaco di Montesilvano, Cordoma, che chiedeva come gestire la parte burocratica di 100 case già offerte, ma che in precedenza aveva gelato la platea informando che il suo dirigente della protezione civile si sarebbe «messo in ferie il giorno dopo il terremoto». Dal palco era arrivato un distinto «lo licenzi», al che Cordoma aveva ribattuto: «L'ho già fatto una volta e mi sono beccato un rinvio a giudizio, ma lo rifarò». Musica per le orecchie di Michele Santoro, se solo l'avesse ascoltato.
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19/04/2009