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Lettera a Franceschini

«Al Pd abruzzese seve una leadership nuova e di rottura»

PESCARA «Al Pd abruzzese non serve una reggenza, bensì una leadership nuova, di rottura rispetto al passato e interprete di quel rinnovamento con coraggio già avviato in questa regione».

Con queste parole affidate a una lettera una trentina di delegati del partito si rivolgono in primis a Dario Franceschini, segretario nazionale del Pd. Ma anche a Maurizio Migliavacca e Massimo Brutti. «All'indomani del pessimo risultato elettorale ottenuto dal nostro partito alle elezioni regionali siamo stati forti sostenitori della scelta dei vertici nazionali di commissariare il partito regionale - scrivono-. Oggi, a meno di tre mesi dalle provinciali abruzzesi, riteniamo necessaria una guida forte che permetta al nostro partito di affrontare in maniera chiara e coesa l'importante sfida che ci attende». Il problema è rappresentato dalla notizia «di un orientamento, da parte di qualcuno del gruppo dirigente, a scegliere un segretario transitorio fino al congresso del prossimo autunno - continuano -: abbiamo appreso che, in vista della prossima assemblea regionale, verranno consultati solo alcuni esponenti del nostro partito. Siamo fortemente contrari a queste due ipotesi». Infatti i firmatari della lettera considerano «irrispettoso consultare solo un pezzo del partito, per di più in larga parte responsabile del declino elettorale di dicembre; bisogna restituire la sovranità della scelta all'assemblea regionale».

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24/03/2009










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