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Centro Oli, il Prc accusa

«Interessi economici dietro i silenzi del presidente Chiodi»

Antonio Fragassi PESCARA Centro Oli, parte una requisitoria in piena regola di Rifondazione comunista contro la Regione.

Obiettivo di Maurizio Acerbo e Marco Fars (consigliere e segretario regionale del partito) è il presidente Gianni Chiodi, «responsabile - afferma Acerbo - di aver fatto scadere i termini processuali stabiliti per la costituzione in giudizio della Regione nel ricorso alla Corte Costituzionale contro la legge "blocca Centro Oli", promosso dal Governo Berlusconi. Il Governo - ricorda Acerbo - presentò a metà dicembre il ricorso alla Corte Costituzionale sulla legge regionale n° 14 del 15 ottobre 2008 che bloccava l'insediamento del Centro Oli». Dopo l'impugnativa, la Regione si sarebbe dovuta costituire parte civile per difendere le proprie ragioni, ma non l'ha fatto. «Anzi - aggiunge Acerbo - Chiodi ha fatto scadere i termini e non si è degnato di rispondere in Consiglio regionale, dimostrando di essere più fedele a Berlusconi che ai cittadini abruzzesi che l'hanno votato. Ci sembra un fatto di una gravità inaudita». «A questo punto - chiosa da parte sua Marco Fars - dobbiamo pensare che quelle di Chiodi erano solo promesse elettorali e che, dietro il silenzio sul Centro Oli, ci siano interessi economici enormi. Ovviamente non ci arrendiamo: così come accadde per il terzo traforo sotto il Gran Sasso, quando la mobilitazione popolare sventò quello sciagurato progetto, anche stavolta ci affidiamo alla sensibilità degli abruzzesi per scongiurare la petrolchimizzazione dell'Abruzzo». Chiodi ha annunciato che replicherà domani a L'Aquila, in una conferenza stampa.

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22/03/2009










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