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Il magazzino è vuoto sospesa la consegna dei pacchi-viveri

La Mensa di Celestino non ha più alimenti da distribuire a 300 famiglie dell'Aquila e Sulmona

Angela Baglioni L'AQUILA Il magazzino dove vengono conservati gli alimenti è vuoto e così, da ieri, la Mensa di Celestino ha sospeso la distribuzione dei pacchi che ogni settimana consegna alle famiglie in condizioni di povertà estrema. Nella sola città dell'Aquila sono circa 200, alle quali si aggiungono le 100 di Sulmona. Dopo, per queste famiglie, sarà solo la disperazione. Non è un brano di «Oliver Twist», è la realtà neanche troppo sommersa con la quale si confrontano coraggiosamente i volontari della Fraterna Tau ogni giorno. Del resto, per rendersene conto, basta dare uno sguardo lungo via dei Giardini. Nei pacchi i volontari della Mensa mettevano generi di prima necessità: pasta, latte, biscotti, qualche scatoletta di tonno, quello che basta appena a garantire la sopravvivenza per pochi giorni, a non sentire i morsi della fame. Un'espressione, questa, alla quale non eravamo più abituati in una società occidentale opulenta e grassa nonostante la crisi, e che invece, prepotentemente, torna ora alla ribalta. La situazione è drammatica: se la Regione non eroga il contributo più volte promesso (e che ammonta a qualche decina di migliaia di euro), verrà a mancare qualsiasi tipo di sostegno per chi vive in condizioni inimmaginabili. La mensa attende ancora il contributo del 2008 ma, quello che più preoccupa, è che per il 2009 non è stato previsto alcun tipo di sostegno. Anche del famoso 5 per mille, che molti contribuenti hanno sottoscritto, non c'è alcuna traccia. Stante la situazione, a rischio nel medio periodo potrebbe esserci anche l'attività della mensa vera e propria, che ogni giorno prepara pasti caldi per i poveri. «La crisi generale colpisce i più deboli - dicono i volontari - mentre la politica tenta di salvaguardare le posizioni economiche acquisite. La proposta è quella di istituire un gruppo di lavoro regionale per affrontare temi sulle povertà estreme. Se il buon giorno si vede dal mattino - conclude la nota - c'è solo da sperare che la pazienza dei poveri sia forte come la loro fame!».

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20/03/2009










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