Antonella Di Lorito PESCARA E ora anche le scuole abruzzesi vengono bocciate. In Abruzzo il 34,82% degli edifici ha ancora bisogno di manutenzione urgente. La metà (43,40%) ha più di trentacinque anni. E il 65% è a rischio sismico. I pasti serviti non hanno ingredienti biologici, la raccolta differenziata è un optional e la parola qualità non appartiene al vocabolario scolastico. Quella scattata dal nono rapporto di Legambiente nel nostro Paese, "Ecosistema Scuola 2009", è davvero una foto a tinte fosche per l'Abruzzo. L'Aquila con la sua trentasettesima posizione (su ottantacinque esaminate) fa registrare il primato regionale. E supera di gran lunga Pescara, che si aggiudica il 73esimo posto, e Teramo, addirittura al 77esimo. Chieti neppure prova a occupare una posizione e riconsegna al mittente il questionario incompleto. Per quanto riguarda invece le pratiche ecocompatibili i dati delle 62 amministrazioni provinciali sono stati incrociati con i Comuni. Da questa intersezione scaturisce il 46esimo posto dell'Aquila nella classifica nazionale. Volta le spalle a Pescara (al 77esimo posto su 85) e a Teramo, ferma all'80esimo. «I 22.129 studenti abruzzesi e il personale scolastico hanno il diritto di studiare e lavorare in edifici sicuri - dichiara il presidente di Legambiente Abruzzo Angelo Di Matteo -. Nessuno degli edifici presenta strutture con radon e l'8,7% presenta un caso certificato di amianto. Hanno pianti elettrici a norma e scale di sicurezza per oltre la metà (63,01% e 53,42) ma non per tutti, pochissimi sono in possesso di un certificato di prevenzione incendi (12,5%) e nessuno ha un certificato di agibilità igienico-sanitaria».
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14/03/2009