L'attore romano si cimenta in una pièce molto intensa, tratto da «Lighea», un piccolo racconto di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, l'autore de «Il Gattopardo»: «La sirena», questo il titolo dato allo spettacolo, è un confronto al limite tra il reale e il surreale. Lo sfondo della pièce è la Torino del 1938: in un caffè, due uomini, ambedue siciliani, s'incontrano. Sono il giovane giornalista Paolo Corbera di Salina, discendente di un'antica e nobile famiglia, e l'apparentemente arcigno, ex senatore ed illustre ellenista, professor Rosario La Ciura. A prima vista hanno vite non simili, ma sono in realtà animati dalle stesse passioni e soprattutto dalla stessa solitudine che, fatalmente, finisce per avvicinarli. Tra riflessioni erudite, dialoghi sagaci, battute cinicamente ironiche, i due trascorrono il tempo conversando di letteratura, di antichità, di vecchie e nuove abitudini di vita. Dall'iniziale ostilità latente, si passa a una cordialità via via più esplicita, fino a quando, in un clima di ormai piena confidenza, si svela il cuore del racconto e i due uomini arrivano alla condivisione di un grande segreto: l'amore tra La Ciura e Lighea, la sirena figlia di Calliope. Accompagnato in scena da Fabio Ceccarelli, che esegue dal vivo le musiche composte da Germano Mazzocchetti, Luca Zingaretti, che è anche curatore della regia e dell'adattamento drammaturgico, traccia con abilità un percorso tra la carnalità del presente e la spiritualità dell'antichità riuscendo a dare spessore a quell'incerto territorio che sta tra il sogno e la realtà.
Tre gli spettacoli previsti: oggi e domani alle 21.00 e giovedì alle 17.00.
A. Ant.
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17/02/2009