«Con il decreto di scioglimento del Consiglio comunale e con il ritorno alle urne nel giugno prossimo - afferma Pastore - diventa effettiva la possibilità per i pescaresi di scegliere amministratori non compromessi con la gestione D'Alfonso. Resta l'amarezza che il sindaco abbia compiuto una vera e propria truffa istituzionale impedendo, per i mesi che ci separano dalle elezioni, una gestione qualificata, trasparente e garantista quale sarebbe stata quella del commissario prefettizio e mantenendo invece nella stanza dei bottoni gli esponenti della sua maggioranza». Il senatore, in ogni caso, si riserva «di conoscere la motivazione del provvedimento per ulteriori valutazioni»: posizione condivisa dal capogruppo del Pdl Luigi Albore Mascia. Sull'altro versante, la maggioranza di centrosinistra, in una nota, si esprime ironicamene: «Tanto tuonò che piovve. Il nostro auspicio è che questa decisione, costituzionalmente ineccepibile, determini il recupero di un clima istituzionale corretto tra maggioranza e opposizione nell'interesse della città, fino alla prossima consultazione».
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23/01/2009