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L'Idv toglie dalla giunta i suoi due assessori

PESCARA A Pescara l'Italia dei Valori esce (con i suoi due assessori) dalla Giunta comunale, mentre, in attesa del ritorno alle urne, i consiglieri voteranno in aula «caso per caso i provvedimenti urgenti e necessari agli interessi della città».

È la linea ufficiale del partito dopo la decisione del sindaco, Luciano D'Alfonso, coinvolto in un'inchiesta su presunte tangenti, di ritirare le dimissioni presentate il 16 dicembre scorso. Al termine di una riunione svoltasi ieri mattina, il coordinatore Idv in Abruzzo, senatore Alfonso Mascitelli, ha dichiarato: «L'interpretazione data sul ritiro delle dimissioni e la contestuale presentazione di un certificato medico è un'evidente forzatura, che non dà merito al rispetto delle istituzioni e alla cultura della legalità». «È un epilogo - ha continuato - per certi versi farsesco, che va in netta contraddizione con gli annunci e i buoni propositi fatti in questi giorni dai vertici del Pd». «D'Alfonso rischia di danneggiare se stesso e le sue strategie difensive con una scelta che mi pare dare forza al centro destra, che lo accusa di interpretare e applicare con disinvoltura le leggi dello Stato». È l'opinione del deputato Idv Carlo Costantini sulla decisione del sindaco di Pescara che, coinvolto in un'inchiesta su presunte tangenti, ieri ha ritirato le dimissioni, presentando un certificato medico che di fatto affida la gestione del Comune al vicesindaco ed evita il commissariamento dell'Ente. Per Costantini - candidato alla presidenza della Regione Abruzzo per il centrosinistra alle elezioni di dicembre scorso, che hanno visto la vittoria del centrodestra - «o vi è stata una forzatura del medico o della Giunta comunale, che ha deliberato l'attuazione del 1/o comma dell'articolo 53 del Testo Unico degli enti locali (impedimento permanente del sindaco), pur trovandosi in presenza della diversa ipotesi prevista dal 2/o comma (impedimento temporaneo del sindaco)». In entrambi i casi Costantini vede «un'evidente forzatura di una norma, attuata con finalità discutibili» perchè «non è affatto certo che un Commissario prefettizio costituirebbe impedimento allo svolgimento dell'ordinaria amministrazione».

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07/01/2009










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