Poi, uscendo, ha commentato: ìNon mi è piaciuto l'atteggiamento della squadra: non ho visto la solita voglia di lottare. Non abbiamo combattuto. Io, invece, voglio una squadra che lotta". Fin dall'inizio, gioco arruffato e poche idee. ìLa squadra - ha ammesso il tecnico di Trani - trova difficoltà sui campi pesanti. E' un difetto strutturale.
Ma sul gol del Tolentino - ha sottolineato - i ragazzi non hanno rispettato le posizioni che avevo loro assegnato in vista della partita". Una prestazione, quella di due giorni fa, lontana anni luce da quelle della migliore Pro Vasto.
Era già successo col Campobasso. Non a caso, sono arrivate le prime due sconfitte interne della stagione. Un punto in 3 partite. I tempi duri sono arrivati, ma non essere riusciti a mettere da parte nulla al termine di un match sulla carta agevole contro una squadra impelagata nella lotta per non retrocedere, è grave. E' crisi, anche se Di Meo, sotto questo aspetto, preferisce non drammatizzare e fornisce una lettura abbastanza serena dell'inatteso scivolone subito ad opera dei marchigiani: "Sono venuti qui a difendersi. Volevano il pareggio e, invece, alla fine sono riusciti a pescare il jolly e a portare a casa tutta la posta in palio". Oggi la ripresa della preparazione in vista del secondo turno interno consecutivo. L'inizio del girone di ritorno dovrà segnare un cambio di passo ed il ritorno alla vittoria. Domenica prossima, all'Aragona col Montecchio, la Pro Vasto non dovrà fallire l'appuntamento con i 3 punti.
In caso contrario, anche se la classifica dice che i giochi in vetta sono apertissimi, il contraccolpo psicologico potrebbe avere effetti dirompenti.
Vai alla homepage
06/01/2009