Come il materiale trovato e sequestrato all'inizio del mese sempre nella stessa zona, anche questo presentava molti articoli illegali. I fuochi possono infatti essere divisi in tre gruppi: quelli clandestini (perché proibiti o perché molto pericolosi); quelli di IV categoria (sono prodotti professionali soggetti a specifica disciplina che nulla hanno da invidiare agli ordigni utilizzati in guerra); e quelli di libera vendita. Il materiale sequestrato in quest'ultima operazione, comprendeva un po' tutte le categorie. Il titolare della struttura è stato denunciato: dagli accertamenti effettuati è emerso che l'uomo continuava a detenere fuochi pirotecnici nonostante gli fosse stata revocata la licenza. «Si tratta di un sequestro importante - ha spiegato il vice capo di gabinetto, Leida Di Giulio - perché toglie dal mercato una quantità considerevole di esplosivo che potrebbe essere causa di incidenti l'ultimo dell'anno». È opportuno che ci si avvicini a questi ordigni con la giusta cautela. I fuochi "legali", anche i più pericolosi, presentano le indicazioni da seguire proprio sull'etichetta. «È necessario rispettare tutte le misure di sicurezza indicate sull'etichetta prima di accendere un fuoco - ha aggiunto un rappresentante della squadra artificieri della Questura -: i danni potrebbero essere irrimediabili». Il vero problema è che i fuochi pirotecnici attirano un ricco mercato: i 1.200 chili di merce sequestrati hanno un valore all'ingrosso di circa 25mila euro. Somma che raggiunge i 250mila euro se la merce viene venduta al dettaglio.
A.P.
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31/12/2008