Poi ha tenuto nel cassetto la delibera di impugnativa della legge che blocca la realizzazione del Centro oli e l'ha tirata fuori sapientemente tre giorni dopo le elezioni». Analoghe accuse anche per il salvataggio della Pescara calcio e per per gli stanziamenti del Cipe promessi in comizio dal premier in gran parte per le infrastrutture in Abruzzo. «A differenza di quello che aveva detto Berlusconi, all'Abruzzo non è stato destinato neanche un euro». Pronta la replica del Pdl, affidata al coordinatore regionale Filippo Piccone. Secondo il senatore «Chiodi e il Pdl sapranno onorare il grande consenso ricevuto, e sapranno restituire fiducia anche ai tanti cittadini che hanno scelto di non andare a votare. Il governo nazionale confermerà la vicinanza all'Abruzzo già dimostrata dal presidente Berlusconi con il suo grande impegno delle scorse settimane». L'Abruzzo attende fiducioso che le promesse si concretizzino e che Chiodi e la sua maggioranza confermino nei fatti l'impegno ribadito ancora ieri contro il cento Oli. «Ci chiariscano una volta per tutte - ha sottolineato il presidente di Natura Verde Giusto Di Fabio - cosa sarà della nostra Regione, cioè se l'Abruzzo diventerà petrolifero oppure no». Il neo presidente Gianni Chiodi ha tuttavia già risposto. Appena sarà insediato il nuovo Consiglio, ha annunciaro, sarà subito approvata una legge «che riprenda le finalità di tutela della costa teatina» come nei fatti chiede oggi a gran voce - da destra, dal centro e da sinistra - l'intera società abruzzese.
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20/12/2008