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Rugby

Il progetto aziendale dell'Aquila mostra segni di appannamento


Gian Luca Fugaro
L'AQUILA Un passo avanti e due indietro. E' questo il cammino dell'Aquila rugby che dai propositi di rinnovamento manageriale, riscossa sportiva e rilancio aziendale fatti ad inizio stagione (perchè ormai una squadra è come un'azienda e nello stesso modo va amministrata e gestita), ritorna al passato affidando la presidenza a Giacomo Pasqua, "traghettatore" nell'era post Aloisio e spalla dell'ex meteora Vincenzo Rivera, in carica per poco più di un trimestre.

Già in occasione della presentazione ufficiale della squadra avvenuta ad inizio ottobre, dalle pagine di questo quotidiano si era posta l'attenzione sulla necessità di creare un management "moderno, plasmato sulla specializzazione e non sul tuttofare, sulla professionalità e non sull'improvvisazione". Evidentemente se Pasqua è stato costretto a riassumere il ruolo presidenziale, benché eletto all'unanimità dall'Assemblea dei soci, il progetto aziendale non era così innovativo e rischia di diventare addirittura un flop se i risultati sportivi tarderanno ad arrivare al pari degli sponsor. Insomma servono forze nuove, professionalità e capitali certi, perchè se è vero che la legge regionale con la quale era stato reintegrato in extremis il contributo all'Aquila rugby potrebbe diventare carta straccia, allora bisognerà trovare un bel pò di euro per pagare fornitori, tecnici, atleti e staff che già cominciano a chiedere il conto.

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17/12/2008










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