Una dèbacle complessiva, ma ancor più per la componente dell'ex Margherita. Bruciano le bocciature del presidente uscente del consiglio regionale, Marino Roselli e del presidente vicario della giunta regionale Enrico Paolini, che ha retto l'esecutivo dopo la bufera giudiziaria che il 14 luglio scorso aveva travolto Ottaviano Del Turco. Va comunque considerato che la candidatura di Paolini è stata decisa all'ultimo momento quando i risultati delle primarie nel Pd sono state di fatto annullare per l'esclusione proprio dei più votati come Donato Di Matteo e Alberto Balducci.
Il primo per il diktat di Antonio Di Pietro "Niente in dagati nelle liste", il secondo per far posto a Paolini. Per il meccanismo elettorale dunque, il Pd con 24.702 voti prende un solo consigliere, come pure l'Idv con 20.628 consensi (eletto Camillo Sulpizio).Imminente nel Partito democratico la resa dei conti, anche alla luce della disavvenutura giudiziaria del segretario regionale Luciano D'Alfonso. Ma si dovrà verificare quanto ha pesato l'esclusione dalla lista di Di Matteo, grande serbatoio di voti e primo eletto con oltre 4.000 voti alle primarie. Quanti dei suoi fedelissimi, tra cui diversi sindaci della Val Pescara hanno preferito disertare le urne? Entra invece nell'assemblea dell'Emiciclo Maurizio Acerbo di Rifondazione comunista: un ritorno dopo la bocciatura alle comunali. Un ritorno anche quello dell'ex deputato dei Comunisti italiani, Antonio Saia. Grosso successo per il Popolo della libertà (45.351 voti pari al 36,04 per cento) che ha piazzato quattro consiglieri: due conferme con Alfredo Castiglione e Nazario Pagano e due new entry con i consiglieri comunali Nicoletta Verì e Lorenzo Sospiri. Dunque divisione della posta per Forza Italia e Alleanza nazionale. Insomma il Popolo della libertà ha formato una lista senza dispersioni. Ad esempio la componente di Alleanza nazionale ha puntato tutto sui pescaresi Castiglione e Sospiri esu di essi sono confluiti i voti della base del partito. A questi quattro è da aggiungere il seggio di Carlo Masci che con la lista collegata "Rialzati Abruzzo" ha ottenuto un successo personale di grosse proporozioni (9.457 vosti pari al 7,51 oer cento), doppiando quasi l'Udc, partito da cui era fuoruscito nell'immnenza delle elezioni regionali. Nessuna altra lista sia del centrosinistra che del centrodestra è riuscita a conquistate uno degli otto seggi disponibili. La Sinistra democratica più i verdi si è fermata al 2,51 per cento, i "Democratici per l'Abruzzo" (lista di appoggio al Pd) hanno ottenuto il 2,21 per cento, mentre il Partito socialista ha di poco superato l'1,5 per cento. Tra i partiti che hanno affrontato in solitaria la competizione elettorale, la formazione più consistente è quella dell'Udc-Udeur con il 3,95%, una sostanziale tenuta che però non ha fruttato alcun seggio.
La Destra di Teodoro Buontempo ha appena superato l'uno per cento, mentre solo decimali per il Partito comunista dei lavoratori che presentava candidata presidente Ilaria Del Biondo e per la lista "Per il bene comune" di Angelo Di Prospero.
Fra. Dim.
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17/12/2008