A fotografare il fenomeno dell'aumento dei lavroatori immigrati nel settore edile è l'Ance di Teramo che sottolinea come si tratti nella stragrande maggioranza di personale non qualificato. «Nelle imprese teramane la percentuale di lavoratori stranieri ha ormai raggiunto il 30,47% - sottolinea il direttore dell'Ance Teramo Marco Fabiocchi - e si tratta in molti casi di lavoratori non qualificati. Da qui la necessità di investire nella formazione per evitare un corto circuito generazionale». Già oggi, infatti, nei cantieri della provincia cominciano a mancare specializzazioni quali quelle degli operatori die mezzi meccanici, dei sondatori, dei palificatori, dei muratori e carpentieri specializzati. Una situazione che impone al settore edilizio di mettere in campo tutta una serie di percorsi formativi adeguati. Riguardo ai dati sui lavoratori immigrati la fotografia scattata dall'Ance parla di 1652 operai, con una prevalenza di romeni ed albanesi (pari rispettivamente al 39.28% e al 37.21% del totale dei lavoratori immigrati), seguiti da immigrati provenienti dalla ex Jugoslavia e dal Marocco. Rispetto alle qualifica la stragrande maggioranza della manodopera straniera è rappresentata da operai comuni (19.89%). Seguono gli operai qualificati (5.46%) e gli apprendisti (3,91%). Solo l'1.05% ha una qualifica pari all'operaio specializzato e lo 0.09% ha una qualifica di IV livello.
Al.Mar.
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17/11/2008