E difende la scelta di andare da soli. Una scelta presa dopo il no di Berlusconi quando l'accordo con il centrodestra abruzzese era già fatto: «Il monarca - così lo chiama Cesa - ha deciso che i democratici cristiani non possono allearsi con quella "banda" che non oso nemmeno definire». Cesa, dopo la tappa mattutina a Pescara, arriva a Vasto per galvanizzare i militanti dello Scudocrociato quando è già l'una e un quarto, con oltre un'ora di ritardo sulla tabella di marcia. Arriva e ascolta gli interventi del coordinatore regionale della campagna elettorale Enrico Di Giuseppantonio, dei candidati del Vastese Antonio Menna e Mario Papa e del commissario dell'Udc di Vasto Roberto Laccetti. Poi, quando prende la parola, ne ha per tutti, destra e sinistra: «Frattini - attacca - viene a proporre un G8, ma non ha il coraggio di dire che Berlusconi ha tolto all'Abruzzo 280milioni di euro di finanziamenti. Il Pd - spara a zero Cesa - si è prostrato a Di Pietro, che ieri (due giorni fa, ndr) è venuto a fare il moralista, ma aveva un assessore nella Giunta Del Turco e un consigliere in maggioranza. Se l'Abruzzo è diventato grande, lo deve a democristiani del calibro di Gaspari. Oggi ha il Pil più basso tra tutte le regioni».
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16/11/2008