Lo chiedo anche perché, il 2 dicembre, subito dopo la mia elezione, revocherò la legge, prima ancora che venga annullata dalla Corte Costituzionale. Faccia altrettanto il candidato del Pdl che grida allo scandalo, come al solito senza assumersi alcuna responsabilità e senza proporre nulla di concreto, facendo dimettere subito tutti i portaborse stabilizzati di An e Fi». Queste le dichiarazioni del candidato alla presidenza della Regione per il centrosinistra, Carlo Costantini in merito alla stabilizzazione dei precari e portaborse approvata dal Consiglio regionale. Urla allo scandalo anche il candidato per il Pdl Gianni Chiodi che dichiara che «in Consiglio regionale si è consumata un'operazione di una gravità inaudita, illegittima sotto il profilo sia normativo sia etico. I portaborse portati in Regione senza selezione da oggi diventano dipendenti». La stabilizzazione approvata riguarda, oltre i precari della Giunta regionale, anche quelli delle Asl e i dipendenti con contratto a termine degli staff degli assessorati e dei gruppi politici del Consiglio regionale. Anche la Sinistra Critica mostra il suo disappunto: «L'ultima vergogna del Consiglio si è consumata davanti gli occhi increduli dei precari della Regione. L'emendamento approvato - spiega il gruppo in una nota - sarà quasi certamente respinto dal Governo centrale e dalla Corte dei Conti, rischiando di vanificare l'intero processo di stabilizzazione. Tutto ciò per soddisfare le fameliche brame elettorali dei soliti noti. Peggio di così non poteva finire per l'intero centrosinistra». Anticostituzionale e illegittimo: così Sinistra Democratica definisce il provvedimento, «e anche inutile perché verrà probabilmente fermato dalla Corte Costituzionale e perché tra l'altro rischia di bloccare anche le giuste aspirazioni di tutto il personale che ne aveva titolo». Per il candidato presidente Rodolfo De Laurentiis dell'Udc la legge approvata «è una vergogna. Il rapporto tra cittadini e dipendenti pubblici in Abruzzo è esattamente il doppio di quello della Lombardia, senza che questo si traduca in maggiore efficienza dell'istituzione. Penso ai tanti nostri giovani che non hanno amicizie politiche e ai quali non è stato consentito neanche di partecipare ad un concorso pubblico».
FedRo
Vai alla homepage
09/11/2008