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GIULIANOVA Mentre la politica s'affanna a rincorrere liste e candidati, l'associazione "Impronte" denuncia in una nota come il fenomeno delle perforazioni per la ricerca di idrocarburi non coinvolga solo l'Adriatico ed ampi tratti del "mare nostro". La frenesia da oro nero investirebbe infatti almeno sei comuni dell'entroterra.

«Oltre che dalla istanza della Petroceltic per la ricerca in mare di petrolio e metano nelle acque di Pineto, Silvi e Montesilvano - scrive il presidente di "Impronte" Enrico Gagliano - la provincia di Teramo è interessata da altre sei richieste di concessione per la ricerca di idrocarburi sulla terraferma: Colle San Giovanni, Villa Carbone, Colle dei Nidi, Villa Mazzarosa, Cipressi e Corropoli. Tra queste, l'istanza "Villa Carbone" coinvolge i territori di Canzano, Castellalto, Notaresco, Mosciano; la "Colle dei Nidi" attraversa i Comuni di Mosciano, Tortoreto, Sant'Omero, Nereto, Ancarano, Corropoli, Colonnella e Controguerra; la "Villa Mazzarosa" investe in pieno Roseto; la "Cipressi", infine, si sviluppa tra le province di Teramo e Pescara. La "Corropoli", va detto, attraversa tutto il territorio costiero, Giulianova compresa». Gagliano precisa come l'istanza sia stata inoltrata dalla società Mog, probabilmente controllata da Eni. Una conferenza dei servizi sulla "Corropoli" si è tenuta giusto ieri: in quella sede, qualora presenti, i comuni di Alba, Colonnella, Controguerra, Corropoli, Giulianova, Martinsicuro, Mosciano, Nereto, Roseto degli Abruzzi e Sant'Omero, dovrebbero aver espresso il loro parere «basandosi - polemizza Gagliano - su informazioni incomplete e senza neppure essersi preventivamente confrontati con le comunità locali». Ci si chiede, soprattutto, cosa sia stato già deciso a nostra insaputa e cosa ne pensino le istituzioni locali, visto che l'estrazione di idrocarburi porta rapidamente, come accaduto in numerose zone d'Italia, al fenomeno della subsidenza, cioè dell'abbassamento del livello di intere aree. Incomberebbe inoltre la possibilità, non tanto remota, che debba essere proprio il teramano ad ospitare una copia del Centro Oli di Ortona.
M.T.

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08/11/2008










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